Tre giorni per accogliere l’autunno e lasciarsi alle spalle l’energia dell’estate. Potremo approfittare del tepore delle giornate ancora miti ed immergerci a passo lento tra i colori caldi e i profumi sempre intensi della macchia mediterranea. Un viaggio tra borghi raccolti e carrugi silenziosi, sentieri sospesi tra cielo e mare e panorami da cartolina, dove il verde dei vigneti si tinge d’oro e di rame mentre i monti si affacciano sulle acque profonde del Mediterraneo.
Con base fissa a Levanto, questo trekking diventa un piccolo rito quotidiano: si parte la mattina lasciandosi alle spalle le case color pastello, e si torna la sera con le gambe stanche ma il cuore leggero, arricchito da ciò che solo il cammino sa regalare.
Il sentiero verso Monterosso apre il viaggio con un susseguirsi di terrazze, ulivi e scorci improvvisi sul blu intenso. Difficile capire dove finisce il cielo e dove inizia il mare. La traversata delle Cinque Terre, da Manarola a Vernazza, è un affresco vivo di muretti a secco, vigneti arroccati e vicoli che profumano di mare e focaccia. Scopriamo gli iconici borghi di questo tratto di Liguria prima che vengano presi d’assalto dal turismo estivo. Infine, la salita da Bonassola verso il Passo della Lepre ci porta in un entroterra silenzioso, dove il vento si mescola al respiro dei boschi e i panorami si allargano fino a toccare l’orizzonte.
Camminare qui significa condividere passi e attese, conversazioni leggere e meraviglie improvvise. Significa fermarsi insieme davanti a un belvedere, dividere una focaccia, sorridere senza motivo preciso. In queste giornate sospese, tra mare e monti, il trekking diventa un modo per ritrovare spazio, tempo e compagnia e per portare con sé, al ritorno, un pezzo di Liguria che continua a brillare nella memoria.
Il trekking da Levanto a Monterosso offre un itinerario piacevole e ricco di scorci caratteristici, senza il grande afflusso di visitatori tipico dei mesi estivi. L’aria è fresca, spesso limpida, e la vegetazione inizia a mostrare i primi segni della primavera. Il profumo di rosmarino, cisto e ginestre si mescola a quello della salsedine.
Dal centro di Levanto saliamo gradualmente tra uliveti, terrazzamenti e tratti di macchia mediterranea. Dopo pochi minuti di cammino la vista si apre sul golfo, con il mare che in questo periodo appare particolarmente nitido.
Avvicinandoci al promontorio di Punta Mesco, il paesaggio diventa più selvatico e meno coltivato: pini marittimi contorti dal vento, rocce a picco e un lungo tratto di costa ben visibile dall’alto. Nei pressi dell’ex eremo di Sant’Antonio raggiungiamo uno dei punti panoramici più noti del percorso, da cui si scorge Monterosso incastonato tra la costa frastagliata e la collina terrazzata, con le case color sorbetto che risaltano sotto la luce morbida di marzo.
La discesa verso il paese è un intreccio di scalinate, attraversiamo vigneti, limonaie e piccoli tratti ombreggiati, fino ad arrivare alle prime case del paese. A poco a poco, il silenzio del promontorio lascia spazio ai suoni di Monterosso: il fruscio della spiaggia, le voci del borgo, il mormorio del mare.
È un percorso accessibile e particolarmente gradevole a marzo, quando clima e tranquillità permettono di apprezzare con calma il territorio e la sua varietà di ambienti.
Il rientro a Levanto avviene in treno.
Sviluppo: 8 KM – Dislivello: + 432/-434 M – Ore di cammino: 3/4 – Difficoltà: 2 piedini
Con il trekking di oggi ci immergiamo nel cuore più autentico delle Cinque Terre, un sentiero sospeso tra cielo e mare all’interno del Parco Nazionale delle 5 Terre. Raggiungiamo Manarola in treno, dopo una breve visita del borgo, imbocchiamo il sentiero che sale deciso verso Volastra, tra terrazze di vigneti ordinati sostenute da antichi muretti a secco, che raccontano secoli di lavoro tenace e paziente.
Lungo la strada, il profumo del rosmarino e dell’erica accompagnano i nostri passi, mentre il mare, sotto, cambia colore a seconda della luce: cobalto, turchese, indaco. Ogni curva regala un affaccio nuovo: le case colorate del borgo di Manarola si rimpiccioliscono alle nostre spalle mentre la costa si apre in un susseguirsi di promontori scuri e calette nascoste.
Il borgo di Corniglia, arroccato in alto, appare quasi all’improvviso: un piccolo balcone naturale sulla costa, perfetto per una pausa tra vicoli stretti e terrazze panoramiche. Da qui si riparte lungo una traccia più varia, con saliscendi che tagliano uliveti e macchia mediterranea.
Avvicinandosi a Vernazza, l’orizzonte si apre sul suo porto naturale, una mezzaluna di case pastello raccolte intorno al porticciolo, la torre del castello che vigila dall’alto, il mare che avanza fino quasi al cuore del borgo.
È un trekking che, in questo periodo dell’anno, unisce introspezione e meraviglia: ampiamente tranquillo da godersi ogni passo, ampiamente scenografico da restare impresso a lungo.
Il rientro a Levanto avviene in treno.
Sviluppo: 9 KM – Dislivello: + 551/-583 M – Ore di cammino: 4 – Difficoltà: 2 piedini
Raggiungiamo Bonassola in treno. Fatto il pieno di acqua e focaccia imbocchiamo la scalinata nei pressi dell’ex oratorio di Sant’Erasmo e tramite strada asfaltata raggiungiamo la chiesetta della Madonna della Punta, un luogo molto amato dalle persone del posto e ne capirete il motivo. È una breve deviazione rispetto al tracciato odierno che vale assolutamente la pena.
Proseguiamo la nostra immersione tra i profumi della macchia mediterranea: pini marittimi, eriche e ginestre accompagnano i primi tornanti. Alle spalle, il blu del mare resta a lungo il riferimento costante, incorniciato tra gli ulivi e i muretti a secco che segnano l’antico lavoro dell’uomo. La salita è dolce ma continua, e man mano che si guadagna quota il paesaggio si fa più ampio: si distinguono le piccole insenature della costa, le terrazze coltivate e le case color pastello adagiate sui versanti. Il Passo della Lepre, è un punto panoramico mozzafiato, il crinale si apre a una vista che corre libera fino a Punta Mesco da una parte e alla costa frastagliata del Levante dall’altra. Il vento qui porta l’odore della salsedine mescolato a quello del bosco, e il silenzio è rotto solo dal fruscio della vegetazione.
La discesa verso Framura è un alternarsi di tratti ombreggiati e balconi naturali sul mare. Si incontrano piccoli borghi raccolti attorno ai loro campanili, collegati da scalinate in pietra e antichi percorsi che un tempo univano le frazioni. Il sentiero si stringe tra vigneti, orti terrazzati e passaggi scavati nella roccia, fino a scendere verso il mare, dove il paesino di Framura appare come un intreccio di vicoli e case in pietra affacciate sulla scogliera.
È un itinerario che unisce la forza del paesaggio costiero alla quiete della collina ligure, regalando a ogni passo una nuova prospettiva sul mare e sulle sue storie antiche.
Per rientrare a Levanto utilizziamo la ciclopedonale Mare-Monti, un percorso di circa 6 km sul tracciato dell’ex linea ferroviaria dismessa che corre quasi interamente in piano.
Sviluppo: 12 KM – Dislivello: + 440/-420 M – Ore di cammino: 4/4,5 – Difficoltà: 2,5 piedini
La prenotazione del posto non prevede il versamento di alcuna caparra. Questa verrà richiesta solo nel momento in cui il viaggio sarà confermato, ovvero al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Una volta confermato il viaggio, sarà richiesto un versamento pari al 30% della quota per validare la prenotazione. Il saldo dovrà invece essere effettuato entro 30 giorni dalla partenza.
Se dovessi descrivermi in tre parole, direi: curiosa, entusiasta, spirito libero. In realtà sono tante altre cose. Grande viaggiatrice e camminatrice, innamorata della natura e delle sue storie, appassionata di fotografia, di filosofia orientale, praticante ed Insegnante di Yoga e meditazione. E in ultimo, non per importanza ma per rispettare la cronologia del mio percorso di vita, Guida Ambientale Escursionista e Accompagnatore Turistico.
Dopo 18 anni di lavoro in azienda, vestendo degli abiti che non sentivo miei, ho deciso di cambiare rotta. Camminare mi ha aiutato a fare chiarezza, a ritrovarmi. Un viaggio esteriore che riflette quello interiore. Ho sentito il desiderio di restituire questa esperienza agli altri e così ho iniziato il mio percorso come Guida. Oggi ho finalmente smesso di chiedermi dove sto andando e mi godo il viaggio, passo dopo passo.
Dal 2020 vivo tra l’Emilia Romagna, la mia terra di origine, e Valle d’Aosta, ma questa è un’altra
storia…
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Bellissimo trekking, panorami mozzafiato e buona organizzazione. Complimenti Duma C’ Anduma!
Trekking organizzato benissimo in tutto. La guida Maria Paola sempre presente , incoraggiante e disponibile a spiegare ogni cosa.
Esperienza fantastica con una guida (Paola) competente, simpatica, paziente che ha saputo trasmettere entusiasmo soprattutto durante le fatiche del trekking 💪👏🏻👏🏻👏🏻
È stato il mio terzo trekking con Duma e ancora una volta il piacere del camminare si è unito al piacere di stare assieme ad un gruppo bellissimo. Siamo partiti assieme, ognuno con il suo ritmo e le sue forze, ci siamo incoraggiati a vicenda e siamo arrivati tutti assieme.
Un particolare grazie a Paola.
