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Val Varaita Trekking con giro ai laghi di Chianale

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Piemonte
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Val Varaita Trekking con giro ai laghi di Chianale

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  • Estate6 giorni / 5 notti
  • PiemonteItalia
  • 8-12 personeconfermabile con 6 pax
  • Tipo di viaggioitinerante
  • Trasporto bagaglionon disponibile
  • Difficoltà4 piedini

Il Val Varaita Trekking è un percorso a tappe che percorre l’intera valle in 12 giorni. Sale dal versante esposto a sud e scende da quello esposto a nord attraversando tutti gli ambienti, da quelli della basse valle a quelli di alta montagna. 

Valle indubbiamente affascinante e ricca di laghi, borgate antiche e silenziose radure, la Val Varaita conserva un grande patrimonio artistico e culturale nato dalla fusione dei tratti della cultura alpina con quelli dell’area occitana. Con un’estensione di circa 60 km e con una altitudine che varia dai da 400 a 2748 m s.l.m. al Colle dell’Agnello, rappresenta uno dei preziosi patrimoni delle nostre Alpi. Racchiusa dalla Val Maira a sud, dalla Valle Po a Nord e dalla Valle del Guil a ovest, è sovrastata dall’imponente gruppo del Monviso.

Il Monviso (3841 m s.l.m.) è il vero signore della zona. Proprio da Casteldelfino, infatti, partì la prima salita assoluta verso la vetta. Era il non troppo lontano 1861. 

Questo trekking zaino in spalla, partendo e arrivando a Sampeyre, è strutturato come un anello che tocca e percorre le tappe più belle e interessanti di questa via passando per Becetto, il Rifugio Bagnour, Chianale, b.ta Chiesa e b.ta Bellino con un giorno di “pausa” in più per salire ai famosi laghi di Chianale.

Le borgate alpine in pietra e tetti di ardesia, come Chianale e Bellino, sono silenziose testimonianze della storia di frontiera. Nelle borgate di Bellino il passare del tempo è scandito dalle antiche meridiane che adornano le facciate di molte costruzioni insieme a figure scolpite in pietra e balconi intagliati nel legno.

Questo trekking, inoltre, tocca in parte il bosco dell’Alevé, la più vasta estensione di pino cembro in Europa.

Perché non perdere questo trekking in Piemonte

Quante volte abbiamo sentito la frase “Solo questo vale tutto il viaggio“? Noi ti diamo ben più di un motivo per preparare lo zaino e venire con noi:

  • per le borgate di Chianale e Bellino
  • per il Bosco dell'Alevè
  • per la varietà di paesaggi
  • per scoprire la cultura occitana
  • per le ravioles e il tumin dal Mel

Foto di viaggio

Quota: chiedi un preventivo

I nostri viaggi sono pensati per piccoli gruppi da 8 a 12 persone. Volendo garantire tutte le partenze, possiamo confermare questo viaggio con un minimo di 6 partecipanti aggiungendo un piccolo supplemento alla quota. Ecco i supplementi previsti per questo viaggio:

(*) Supplemento 6-7 partecipanti
40€
La quota include:
  • guida ambientale escursionistica per tutta la durata del viaggio
  • servizio di segreteria ed iscrizione al viaggio
La quota non include:
da 240€ a 270€ a persona in base alla sistemazione
  • viaggio di a/r da Sampeyre
  • pernottamenti in rifugi, posti tappa e agriturismi con sistemazione in camere quadruple o camerate più grandi (alcuni bagni potrebbero essere in condivisione) col trattamento di mezza pensione (colazione e cena): calcolare da 240€ a 270€ euro a persona a seconda della sistemazione (necessario sacco lenzuolo o sacco a pelo))
  • pranzi al sacco
  • eventuali tasse di soggiorno
  • extra di carattere personale
  • tutto quanto non indicato sotto la voce “comprende”

Programma giorno per giorno

GIORNO 1: arrivo a Sampeyre

Arrivo a Sampeyre nel pomeriggio (possibilità di trasferimento condiviso da Torino), incontro dei partecipanti e breve escursione fino a Becetto dove trascorreremo la notte.

Lunghezza (km): 2
Dislivello (m): 396
Ore di cammino (h): 1,5 circa 
Difficoltà (piedini): 2

GIORNO 2: da Becetto al Rifugio Bagnour

Partendo dal “Ristorante del Becetto”, con il negozio di alimentari annesso, e costeggiando a valle gli edifici, giungiamo alla borgata Civalleri. Attraversata la piccola frazione, seguiamo l’evidente sentiero che in leggera discesa ci porta a guadare il rio Crosa. Proseguendo sul sentiero in salita e prestando attenzione al percorso piuttosto esposto ma attrezzato con catene, arriviamo a meira Roina, costruita su delle rocce particolarmente panoramiche. Da qui in pochi minuti raggiungiamo il rifugio del Preit, vivaio forestale degli anni ’20. Proseguiamo sul sentiero in piano e poi in leggera salita tralasciando il sentiero in discesa che permette di raggiungere in pochi minuti la borgata Chiotti. Oltrepassiamo le meire Bellocchio, dove imbocchiamo una strada sterrata in discesa a sinistra e ci ricongiungiamo a destra con la strada proveniente dal Chiot. Oltrepassiamo le meire Dueo e giungiamo in località Serre di Raie, interessante gruppo di meire posto in posizione panoramica.

Svoltiamo a destra imboccando il sentiero sulla cresta che costeggia i prati, al termine dei quali si piega a sinistra seguendo la traccia in piano ed oltrepassando due rii, un gruppo di meire e i due rami del Rio Milanesio, sino a raggiungere le meire del Colletto con l’annessa cappella dedicata alla Madonna della Neve. Proseguiamo sulla strada che a tratti diventa asfaltata e giungiamo nei pressi delle meire di Ciampaneis (Ciampanesio). Poco prima dell’abitato imbocchiamo il sentiero sulla destra che attraversa i pascoli in leggera salita, oltrepassiamo un’antica galleria e giungiamo ad un balcone naturale: la Croce d’Alie, dove il sentiero supera la cresta e ci permette di godere il panorama offerto dall’alta valle. Procedendo sul sentiero sempre in piano, incontriamo le meire Brondu. Oltrepassato un secondo gruppo di meire, Auriol, seguiamo il sentiero sulla destra che si inoltra nel cuore del bosco dell’Alevè. Procedendo in leggera salita dopo alcuni bivi che tralasciamo andando sempre dritto, giungiamo presso le grange Pralambert sottane, ed incrociamo il sentiero che ci porterà al lago Bagnour ed all’omonimo rifugio passando nei pressi delle grange Pralambert soprane e del lago Secco.

Lunghezza (km): 19,4
Dislivello + (m): 900
Dislivello – (m): 250
Ore di cammino (h): 8 circa
Difficoltà (piedini): 4

GIORNO 3: dal Rifugio Bagnour a Chianale

Dal rifugio scendiamo in direzione Castello. La discesa è veloce e ci porta a Pion Caval e a Peiro Grongetto. Teniamo sempre il sentiero principale tralasciando i bivi per il Lago Secco, passiamo al fianco del rifugio Grongios Martre e giungiamo in breve accanto al Rifugio Alevè. Di qui attraversiamo la strada asfaltata per prendere una sterrata che in leggera discesa ci porterà al piccolo ponte accanto ad una casa. Una salita e siamo in borgata Castello. Passiamo davanti alla chiesa, e arriviamo nella piazzetta. Di qui proseguiamo sulla sinistra e passiamo sopra alla diga del lago artificiale di Pontechianale. Un gradevole percorso quasi pianeggiante ci porta lungo il lago sino a Maddalena, il centro di Pontechianale. Arriviamo nella zona degli ski-lift in prossimità del campeggio. Di qui passiamo il ponte e giriamo a sinistra, arrivando di fronte al Municipio. Prendiamo la strada che sale alla sinistra del Comune e proseguiamo sempre dritto fino a giungere nuovamente sulla provinciale. La attraversiamo e entriamo nella borgata Genzana

Continuiamo e sbuchiamo sulla strada principale. Pochi metri e svoltiamo a destra su una secondaria asfaltata che ci porta al Rifugio Savigliano e alla borgata Sellette. La strada che stiamo percorrendo sale regolare fino ad un gruppo di case, dove parte evidente e segnalato un sentiero a sinistra. E’ il sentiero Lanzetti, bel percorso a balcone sulla valle e sull’abitato di Chianale. Prendiamo questo sentiero che ci fa avanzare quasi in piano attraversando a mezzacosta l’intero versante solatio. Attraversiamo pascoli e radure fino a giungere ad una pineta. Qui il sentiero sale per qualche metro, e si infila in discesa in un vallone laterale, portandoci ad attraversare il rio. Siamo nel vallone di Soustra, che porta alla Losetta e che ci potrebbe collegare al giro di Viso. Dopo il ponte proseguiamo a sinistra e in breve giungiamo alle Grange del Rio, andandoci a inserire sulla strada del colle dell’Agnello. Prendiamo la strada in discesa finchè sulla sinistra troviamo le indicazioni per Chianale. Il sentiero che imbocchiamo ci permetterà di scendere velocemente senza seguire tutti i tornanti della strada. Sbuchiamo nuovamente sull’asfalto e continuiamo sulla strada in discesa. Passiamo una curva con un ponticello e arriviamo in breve al vecchio posto di dogana. Ancora qualche metro e siamo alle prime case di Chianale.

Lunghezza (km): 15,5
Dislivello + (m): 589
Dislivello – (m): 806
Ore di cammino (h): 5/6 circa
Difficoltà (piedini): 3

GIORNO 4: giro dei laghi di Chianale e colle Longet

Sostiamo un giorno in più a Chianale per percorrere un itinerario molto noto e frequentato che conduce ad alcuni laghi molto suggestivi. Il punto di arrivo dell’escursione è il Col Longet la cui sottostante spianata fu creata in tempi remoti da un gigantesco ghiacciaio che scavalcava lo spartiacque tra Varaita e Ubaye. All’inizio della spianata si stendono i bellissimi Laghi Bes, collegati fra loro da una strettoia. Il nome Bes in occitano signiftca “doppio”, “gemello”.

Il sentiero sale dapprima ripido, attraversa un bosco di larici, poi si innalza con numerose svolte fino alle Grange Antolina (2298 m). Superate alcune balze si raggiunge una conca erbosa, si lascia a destra il sentiero principale e si sale in 15 minuti circa al Lago Nero (2591 m), sovrastato dalla rocciosa Tour Real. Ritornati sul sentiero principale si scavalca un dosso e si scende in breve nella conca del Lago Bleu (2533 m). Si continua verso nord-ovest fino a un bivio, si gira a sinistra e si sale ai Laghi Bes (2649 m) prima di proseguire fino al colle.

Lunghezza (km): 16,7
Dislivello + (m): 960
Dislivello – (m): 960
Ore di cammino (h): 6 circa
Difficoltà (piedini): 4

GIORNO 5: da Chianale a Borgata Chiesa

Partiamo dal centro di Chianale: siamo di fronte alla fontana, con la strada che prosegue dritta passando davanti al posto tappa GTA Laghi Blu. Accanto alla fontana la bellissima chiesa di S.Antonio, il ponte in pietra e, dall’altra parte la parrocchiale di San Lorenzo. Passiamo il ponte verso la parrocchiale e prendiamo la prima stradina a sinistra. Una bella sterrata prosegue in piano e ci porta nei pascoli a valle dell’abitato di Chianale, diventando in breve un sentiero. Stiamo scendendo in direzione Pontechianale, sul sentiero Crotto.

Il percorso è gradevole e attraversa una serie di canaloni. Proseguiamo con alcuni sali e scendi giungendo nel vallone di Fiutrusa. Qui incrociamo un sentiero che, salendo a destra ci condurrebbe al colle di Fiutrusa, oppure al colle del Bondormir. Noi svoltiamo a sinistra e scendiamo, attraversiamo il ponticello e risaliamo. Siamo sulla provinciale poco sotto al rifugio Savigliano. Scendiamo e svoltiamo alla prima strada a destra giungendo accanto al municipio di Pontechianale. Proseguiamo in leggera discesa e svoltiamo a destra per attraversare il ponte che ci porta all’imbocco del sentiero che costeggia il lago e che parte sulla nostra sinistra. Lo seguiamo per qualche metro, fino al primo canalone che troviamo. Qui un cartello ci indica a destra il colle della Battagliola. Prendiamo il sentiero che sale nel prato, attraversiamo il canalone e iniziamo a salire in pineta. Qui il sentiero è ben tracciato e sale con una pendenza regolare che ci fa prendere quota velocemente.

Verso la cima la pineta scompare e con un lungo traverso verso sinistra siamo sul colle della Battagliola. Di qui la vista è incantevole: il lago di Pontechianale sotto di noi, il Monviso che fa bella mostra di sé, la valle che si apre verso la pianura e il vallone di Bellino dall’altra parte, con il Pelvo d’Elva che lo sovrasta.
 
Scendendo il sentiero diventa quasi subito strada sterrata e passa al fianco della croce bianca della Punta del Cavallo. Scendendo si presenteranno due alternative: seguire la sterrata oppure prendere il sentiero. Se decidiamo di tenere la strada, scendiamo fino a borgata Bals e alla strada asfaltata. Di qui saliamo per un centinaio di metri per poi svoltare a sinistra passando nella borgata Pleyne. Attraversiamo il ponte e seguiamo il sentiero che ci farà scendere a Fontanile. Attraversata la borgata, seguiamo la strada asfaltata sino ad arrivare a Borgata Chiesa. Se, invece, preferiamo percorrere il sentiero, inizialmente tagliamo alcuni tornanti, ma da un gruppo di grange abbandoneremo definitivamente la strada scendendo sulla sinistra e passando dall’altra parte del vallone. La discesa è veloce e ci porta a Mas del Bernard. Attraversiamo la borgata, giungendo sulla strada asfaltata. Di qui basta attraversare la strada e scendere sulla stradina che ci fa attraversare un ponticello e salire nel centro di Borgata Chiesa.

Lunghezza (km): 16,3
Dislivello + (m): 676
Dislivello – (m): 996
Ore di cammino (h): 6/7 circa
Difficoltà (piedini): 3

GIORNO 6: da Borgata Chiesa a Sampeyre

Dalla piazza entriamo nella borgata e scendiamo al ponte che ci porta sulla provinciale, la attraversiamo e saliamo a Mas del Bernard. Passiamo la borgata e scendiamo a Ribiera. Passiamo dentro la borgata e teniamo il sentiero che prosegue a mezzacosta e poi sale sulla strada asfaltata. La attraversiamo e passiamo Posterle superiore. Poco dopo Posterle Inferiore, scendiamo a destra in direzione Casteldelfino, passiamo ai piedi dei ruderi del castello e giungiamo alla chiesa di S.Eusebio, con il suo bellissimo campanile a vela. Giriamo a destra e, passato il ponte, a sinistra. Teniamo la sterrata che scende accanto al torrente Varaita portandoci a Torrette.

Dal centro della borgata si seguono le indicazioni per il Tenou, salendo in parte su sentiero e in parte su sterrata, passando attraverso gruppi di baite e piccole borgate. La salita è molto gradevole in primavera, quando si è circondati da una mare di narcisi fioriti. Passiamo la chiesetta con il portico dei Tenou e proseguiamo sulla sterrata in direzione Fondovet, passando in una spettacolare pineta di abete bianco.
 
Nell’agglomerato di Fondovet incrociamo il sentiero che ci riporta a Sampeyre fino a concludere il nostro trekking.

Lunghezza (km): 18
Dislivello + (m): 615
Dislivello – (m): 1097
Ore di cammino (h): 7/8 circa
Difficoltà (piedini): 3,5

La guida che camminerà con te
Gabriele Ferreri
Gabriele Ferreri

Suo figlio viaggerà molto” disse un giorno un’indovina a mia madre.

Non so se il viaggio facesse già parte del mio destino o se la cosa mi piacque a tal punto dal volerla realizzare ma tant’è che, dopo aver relegato la mia passione alle sole ferie aziendali, cammino per professione dal 2015 perché prima, come spesso si sente dire al giorno d’oggi, “facevo tutt’altro”!
Dalle quattro mura di un ufficio ad una stanza a cielo aperto, dalla città alla montagna, oggi accompagno le persone in esperienze di cammino con la convinzione che rappresentino vere e proprie esperienze di “vita in miniatura”.

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