A pochi chilometri da Torino si apre un mondo sorprendente di natura, silenzi e tradizioni: le Valli di Lanzo. Tre vallate alpine che custodiscono un patrimonio autentico. Paesaggi intatti, montagne selvagge, antiche borgate e un ritmo di vita che altrove sembra essersi perduto.
Tra queste, la Val d’Ala è un angolo di Alpi Graie che regala scenari spettacolari senza la folla dei luoghi più turistici. Qui i sentieri si snodano tra boschi di larici, laghi alpini e vette maestose come l’Uja di Ciamarella e la Bessanese, accompagnati dal profumo dei pascoli e dalla memoria delle genti che per secoli hanno abitato queste montagne.
In questo trekking di quattro giorni andiamo a scoprire il meglio della Val d’Ala. Camminiamo in piccolo gruppo, con base fissa a Balme, per vivere la montagna con lo sguardo di chi cerca l’essenza. A due passi dalla città, ma lontanissimi dal suo ritmo frenetico.
È un viaggio a base fissa, pensato per chi parte da Torino e dal Piemonte ma anche per chi arriva da più lontano e vuole conoscere uno degli angoli più autentici delle Alpi piemontesi.
Ritrovo dei partecipanti a Balme (orario da confermare e possibilità di viaggio condiviso da Torino) e partenza verso il lago Afframont.
Iniziamo il primo giorno con un’escursione verso uno dei laghi più affascinanti della Val d’Ala, modellato dai ghiacci e incorniciato dai resti morenici che ne custodiscono la memoria.
Dal villaggio Albaroni, una traccia di sentiero si stacca dal percorso principale. Superata una piccola fonte si entra in una fitta faggeta, dove l’ombra degli alberi accompagna i primi passi della salita.
Quando la vegetazione si dirada, si apre davanti a noi il Vallone di Afframont. Attraversato un torrente, si intravede in alto l’Alpe Roc Piat (1635 m), un antico alpeggio incastonato tra prati e rocce. Da qui il sentiero si fa un po’ più ripido e faticoso, ma anche più suggestivo: si sale tra macchie di rododendri e profumi d’alta quota, fino a raggiungere la sagna dell’Alpe Pian Ciavanna (1787 m), un’ampia zona umida dove un tempo si trovava un lago, oggi trasformata in un mosaico di erbe e piccole fioriture.
Dal pianoro il cammino prosegue superando una fascia di rocce e costeggiando un torrente impetuoso che accompagna l’ascesa. In breve si raggiunge un colletto panoramico, da cui lo sguardo si apre sull’Alpe Pian del Lago (1976 m): un’ampia conca erbosa dominata dai versanti selvaggi del Bec del Fausset e del Forte.
E lì, incastonato come uno specchio azzurro tra le rocce e i larici, appare il Lago Afframont. È possibile compierne il giro con un sentiero che ne segue la riva, ideale per una sosta e per osservare i camosci e i caprioli che spesso si muovono tra i massi e gli alberi sopravvissuti ai fulmini.
La discesa avviene per la stessa via, con lo sguardo che si allarga ancora una volta sulla valle, tra silenzi, vento e luce di montagna.
Sistemazione nelle camere de rifugio, cena e pernottamento.
Difficoltà: 3 piedini – Dislivello +: 576 m – Sviluppo (km): 5 – Quota massima (m): 1986
Partiamo a piedi direttamente dal Rifugio.
Questa escursione ad anello, in parte su sentiero GTA (Grande Traversata delle Alpi) nelle valli di Lanzo, si muove in ambienti incontaminati e lontani dal turismo di massa.
Dalla frazione Cornetti e lungo il Sentiero Natura della piccola Val Servin si raggiunge borgata Frè, si riattraversa il torrente e si inizia a risalire l’incassato e selvaggio Vallone di Paschiet in mezzo ad ontani e rododendri fino a giungere all’Alpe Paschiet (1927 m).
La si supera tenendosi in alto per raggiungere il costone che divide dal vallone degli Ortetti. Superato il costone ci si dirige verso il torrente, lo si attraversa e si arriva al Lago Paschiet (2001 m), adagiato nella parte bassa del pietroso e selvaggio Vallone degli Ortetti.
Si aggira il lago verso valle e si ricomincia a salire, su evidente sentiero, per arrivare a superare l’ultimo costone a 2200 m. Da qui, in pochi minuti, si scende al Lago Verde Superiore (2154 m) e all’Inferiore.
Entrambi sorgono in una selvaggia conca dominata dalla rocciosa Torre d’Ovarda, dalla Punta Colai e dalla Cima Chiavesso e devono il nome al colore delle loro acque.
Difficoltà: 3 piedini – Dislivello +: 771 m – Sviluppo (km): 9 – Quota massima (m): 2162
Difficoltà: 4 piedini – Dislivello +: 870 m – Sviluppo (km): 8 – Quota massima (m): 2643
Con un breve spostamento in auto di circa 20/30 min, raggiungiamo lo splendido piano del Pian della Mussa.
Il Pian della Mussa è una delle conche alpine più affascinanti e simboliche delle Valli di Lanzo, situata a 1.850 metri di quota, nel territorio di Balme, all’estremo della Val d’Ala. È un ampio pianoro circondato da imponenti cime tra cui l’Uia di Ciamarella e l’Uia di Bessanese che regalano uno dei panorami più spettacolari dell’arco alpino piemontese.
Da qui inizierà la nostra ultima escursione.
Una sterrata, un ponte di legno sulla Stura, e subito ci troviamo immersi nella quiete dell’Alpe Venoni, un antico alpeggio protetto da un grande masso che sembra vegliare su di lui. Il sentiero poi inizia a salire deciso, con una serie di tornanti che regalano, passo dopo passo, panorami sempre più ampi.
A quota 2300 metri raggiungiamo il Pian dei Morti, nome che può trarre in inganno, perché qui tutto parla di vita: l’erba verde, il vento leggero, e il respiro profondo delle montagne. Da questo balcone naturale si apre la vista sull’intera valle e sul percorso che ci resta.
Superiamo una zona rocciosa, dove la montagna mostra il suo carattere più selvaggio ma senza mai diventare difficile. L’ultimo tratto, dolce e pianeggiante, ci accompagna fino al Rifugio Gastaldi, che compare all’improvviso, incastonato tra le cime e affacciato sull’ampia conca del Crot del Ciaussinè.
Un luogo che profuma di alta quota, di pace e di orizzonti aperti, perfetto per una pausa, uno sguardo lontano e un respiro profondo di montagna.
Rientro alle auto, saluti e arrivederci al prossimo trekking.
Difficoltà: 4 piedini – Dislivello +: 860 m – Sviluppo (km): 5 – Quota massima (m): 2659
La prenotazione del posto non prevede il versamento di alcuna caparra. Questa verrà richiesta solo nel momento in cui il viaggio sarà confermato, ovvero al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Una volta confermato il viaggio, sarà richiesto un versamento pari al 30% della quota per validare la prenotazione. Il saldo dovrà invece essere effettuato entro 30 giorni dalla partenza.
“Suo figlio viaggerà molto” disse un giorno un’indovina a mia madre.
Non so se il viaggio facesse già parte del mio destino o se la cosa mi piacque a tal punto dal volerla realizzare ma tant’è che, dopo aver relegato la mia passione alle sole ferie aziendali, cammino per professione dal 2015 perché prima, come spesso si sente dire al giorno d’oggi, “facevo tutt’altro”!
Dalle quattro mura di un ufficio ad una stanza a cielo aperto, dalla città alla montagna, oggi accompagno le persone in esperienze di cammino con la convinzione che rappresentino vere e proprie esperienze di “vita in miniatura”.
La direzione tecnica di questo trekking è affidata a Il Mondo in Valigia di C&D Viaggi sas – Via Caraglio, 6 – 10141 Torino – P.Iva 07585620011 – Aut. num 31580 del 25/02/2002 – Registro imprese CCIAA n.903970. Il Mondo in Valigia garantisce le tue vacanze con Fondo Vacanze Felici S.c.a.r.l. Iscrizione n.825.
