C’è un posto in Italia dove puoi camminare tra alberi di 1200 anni, scendere un canyon in rafting, affacciarti su una spiaggia nascosta dentro un arco di roccia e sederti la sera a tavola in un borgo medievale a mangiare piatti che non troverai da nessun’altra parte. Quel posto è il Parco Nazionale del Pollino e questo trekking è il modo più completo per scoprirlo.
Il Pollino non è solo montagna. È un mondo intero: 193.000 ettari di territorio protetto tra Calabria e Basilicata, il parco nazionale più esteso d’Italia e il complesso montuoso più alto dell’intero Appennino Meridionale, con la Serra Dolcedorme che tocca i 2267 metri e il Monte Pollino a 2248. I greci lo chiamavano Mons Apollineum, il monte di Apollo. Dal 2015 è Geoparco UNESCO e dal 2017 le sue faggete vetuste sono entrate nel patrimonio dell’umanità.
Questo trekking organizzato di 8 giorni non è il solito viaggio escursionistico. È un’esperienza completa che mescola montagna, borghi, mare e avventura. Si cammina tra pini loricati millenari, si esplorano gole scavate da fiumi cristallini, si dorme in un albergo diffuso nel cuore di uno dei Borghi più Belli d’Italia, si chiude la settimana con una discesa in rafting nelle Gole del Lao e una giornata di mare all’Arcomagno di San Nicola Arcella, uno degli archi naturali più spettacolari del Mediterraneo.
La base del viaggio è Morano Calabro, un borgo arroccato sulle pendici settentrionali del Pollino, con le case di pietra che si arrampicano una sull’altra fino alla sommità del colle. Si dorme all’Albergo Diffuso Il Nibbio, in appartamenti sparsi tra i vicoli del centro storico: un modo di abitare il territorio che è già, di per sé un’esperienza.
Il cuore del trekking è la montagna del Pollino dove ci si immerge in ambienti che non hanno paragoni in Italia. L’escursione al Giardino degli Dei, nei pressi della Serra di Crispo a oltre 2000 metri, porta nel luogo più iconico del parco: un altopiano battuto dal vento dove crescono i più antichi esemplari di pino loricato (Pinus heldreichii), il simbolo del Pollino. Fu Giorgio Braschi a battezzare questo posto “Giardino degli Dei”, perché camminare tra tronchi ciclopici scolpiti dal tempo e dal vento dà la sensazione di essere entrati nella dimora di qualche divinità. E non è solo poesia: qui si trova l’albero più antico d’Europa, un pino loricato di circa 1200 anni che ha visto passare il Medioevo.
Il pino loricato cresce solo qui e in poche altre aree dei Balcani, un vero fossile vivente che sopravvive dove nessun altro albero riesce, aggrappato alla roccia con radici che sembrano artigli, il tronco modellato dalla resistenza a secoli di vento e gelo. Il suo nome viene dalla “lorica”, la corazza dei soldati romani, perché la corteccia si presenta a placche poligonali che ricordano un’armatura.
Ma il Pollino non è solo pini loricati. Si sale sul Monte Pollino attraverso faggete distrutte e rinnovate dalle valanghe, con panorami che dalla cresta abbracciano le rocce dolomitiche del massiccio e si scoprono le zone dove nidificano l’aquila reale e il falco pellegrino. Si esplorano i Monti dell’Orsomarso, la sezione occidentale e più selvaggia del parco, con le Gole dell’Argentino, una valle incontaminata attraversata da uno dei fiumi più limpidi del meridione, e il Cozzo del Pellegrino (1987 m), la vetta dalla quale si vedono contemporaneamente il Tirreno e lo Ionio, il massiccio del Pollino a nord e l’altopiano della Sila a sud.
Il livello di difficoltà è 3,5 piedini nella nostra scala di difficoltà, corrispondente al grado E nella classificazione sentieri CAI. Il dislivello massimo giornaliero è di circa 900 metri, con tappe da 5 a 8 ore di cammino. Serve un buon allenamento e la capacità di camminare su sentieri di montagna per più ore, ma non si incontrano passaggi tecnici né attrezzature da ferrata.
Si cammina in un piccolo gruppo di massimo 8 persone, accompagnati da una guida che vive questo territorio e ne conosce sentieri, piante e storie. Tutti gli spostamenti sono con minivan privato, dal trasferimento dall’aeroporto di Lamezia Terme ai brevi tragitti giornalieri verso i punti di partenza delle escursioni.
Questo non è un trekking e basta. È un viaggio dentro il meridione d’Italia più autentico: quello che ti accoglie a tavola con piatti che hanno radici centenarie, che ti racconta la sua storia attraverso i muri di pietra dei borghi e le forme impossibili dei pini aggrappati alla roccia e che alla fine ti porta al mare come solo il Sud sa fare: senza fretta, con il sorriso.
Arrivo in aeroporto a Lamezia Terme e trasferimento privato a Morano Calabro.
Ci spostiamo in un’altra zona del Parco del Pollino: i monti dell’Orsomarso.
Un sistema montuoso della Calabria composto prevalentemente da montagne di natura carsica situate nell’area nord-occidentale della regione.
Qui si trova la Valle dell’Argentino che prende il nome dal torrente omonimo che, partendo da alte quote di montagna e riversandosi in mare dopo soli 18 km, è considerato tra i fiumi più puliti e limpidi della Calabria e dell’intero meridione d’Italia.
Durante il suo corso il fiume dà origine ad una valle incontaminata, ricca di pregevoli specie vegetali, che è tra le valli più belle e suggestive dell’intero massiccio montuoso ed anche la destinazione ideale per un’escursione nel Pollino.
Sviluppo (Km): 15
Dislivello (m): 530
Ore di cammino (h): 5/6
Tipologia: semi anello
L’escursione al Giardino degli Dei, nei pressi di Serra di Crispo, è considerata una delle escursioni più belle del Parco del Pollino e consente di ammirare splendidi esemplari di Pini loricati a oltre 2000 metri di quota. In questa zona del Parco, infatti, si trovano gli alberi più vecchi e spettacolari dell’intera area protetta: testimoni del tempo e di epoche passate.
Ecco perché Giorgio Braschi (autore di svariati testi sul Pollino) definì questo luogo “il Giardino degli Dei”: camminando tra pini ciclopici sembra di essere entrati nella dimora di qualche divinità mitologica.
Oltre ai maestosi Pini loricati, sul versante occidentale e in prossimità della vetta, si trovano anche diverse decine di faggi isolati che mostrano una singolare modificazione della corteccia del tronco che non si presenta liscia come dovrebbe essere ma mostra un notevole inspessimento corticale presentandosi suddivisa in placche poligonali molto simili a quelle dei tronchi del pino loricato.
Sviluppo (Km): 15,6
Dislivello (m): 775
Ore di cammino (h): 5/6
Tipologia: ad anello
Il Cozzo del Pellegrino con i suoi 1987 metri è la vetta più alta dei Monti dell’Orsomarso, massiccio che fa parte del Parco nazionale del Pollino. Ha natura rocciosa dolomitica, con un impressionante canalone di roccia che il tempo ha scavato in questa montagna: uno squarcio che dalla vetta scende fino alla Carpinosa (654 metri s.l.m.), nella valle dell’Abatemarco.
Dalla cima si godono panorami unici in tutte le direzioni: ad ovest Tirreno, ad est il Mar Ionio, a nord il Massiccio del Pollino ed a sud l’Altopiano della Sila.
Sviluppo (Km): 11
Dislivello (m): 637
Ore di cammino (h): 5/6
Tipologia: lineare
Raggiunto Colle Impiso in auto, si procede per un sentiero che costeggia il torrente Frida e che si abbandona per risalire verso la sorgente Spezzavummula e poi si procede verso il Piano Gaudolino. Dal colle Gaudolino un sentiero abbastanza erto sale lungo il versante occidentale del Monte Pollino fino ad arrivare alla cresta sud-ovest. Si attraversa una faggeta che è stata distrutta nel 1993 da una valanga e si arriva alla cima del Monte Pollino la seconda per essere più precisi in ordine di altezza. Arrivati a questa altezza il panorama abbraccia i costoni rocciosi ricchi di Pini loricati. Per chi è interessato a vedere l’Aquila e il Falco pellegrino questa è la zona migliore per farlo.
Sviluppo (Km): 15
Dislivello (m): 905
Ore di cammino (h): 7/8
Tipologia: ad anello
Lasciamo il Parco del Pollino e dedichiamo la giornata a scoprire alcune spiagge del litorale tirrenico della Calabria che prevalentemente si presentano sabbiose e lineari. A poca distanza da Scalea, però, c’è un punto in cui la costa si fa rocciosa e crea un angolo indimenticabile ed imperdibile: l’Arcomagno di Nicola Arcella.
Escursione breve e perfetta per un po’ di relax sulla spiaggia dopo le fatiche della settimana.
Sviluppo (Km): –
Dislivello (m): –
Ore di cammino (h): –
Tipologia: lineare
E’ il giorno dell’adrenalina con la spettacolare discesa lungo le rapide del fiume Lao, alla scoperta di una natura selvaggia ed incontaminata attraverso uno dei canyon più affascinanti d’Europa. Un’esperienza unica e alla portata di tutti!
Al termine della discesa è previsto un pranzo a base di prodotti tipici, relax e tempo libero.
Trasferimento in aeroporto a Lamezia Terme e rientro a casa.
Arrivederci al prossimo viaggio!
La prenotazione del posto non prevede il versamento di alcuna caparra. Questa verrà richiesta solo nel momento in cui il viaggio sarà confermato, ovvero al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Una volta confermato il viaggio, sarà richiesto un versamento pari al 30% della quota per validare la prenotazione. Il saldo dovrà invece essere effettuato entro 30 giorni dalla partenza.
Quante volte abbiamo sentito la frase “Solo questo vale tutto il viaggio“? Noi ti diamo ben più di un motivo per preparare lo zaino e venire con noi:
La direzione tecnica di questo trekking è affidata a Il Mondo in Valigia di C&D Viaggi sas – Via Caraglio, 6 – 10141 Torino – P.Iva 07585620011 – Aut. num 31580 del 25/02/2002 – Registro imprese CCIAA n.903970. Il Mondo in Valigia garantisce le tue vacanze con Fondo Vacanze Felici S.c.a.r.l. Iscrizione n.825.
