Il Cammino di Oropa è un itinerario che consente di scoprire le bellezze di quel territorio che dalla pianura agricola conduce verso la Serra Morenica e fino alle Alpi Biellesi. Un viaggio di circa 65 km che parte da Santhià, lungo la Via Francigena, e arriva al Santuario di Oropa in 3 tappe: un’occasione unica per approfittare dell’arrivo dell’Estate.
Il belvedere del Castello di Roppolo dal quale si può ammirare un panorama eccezionale sull’anfiteatro morenico di Ivrea, le colline del lago di Viverone, la comunità monastica di Bose, la bellissima chiesa romanica di San Secondo e il centro storico di Magnano (minuscolo villaggio un tempo fortificato), meravigliosi panorami che vanno dal Monviso, all’appennino ligure fino allo skyline di Milano, il Santuario di Graglia (che gode di una serie di stanze con vista spettacolare) e il paese di Sordevolo sono le tappe di questo cammino che conduce al Santuario di Oropa: il più grande Santuario mariano delle Alpi circondato da montagne meravigliose.
Ritrovo dei partecipanti alla stazione ferroviaria di Santhià (orario da confermare).
Il Cammino di Oropa prende avvio davanti alla stazione ferroviaria di Santhià e segue inizialmente la storica Via Francigena, uno dei più antichi itinerari di pellegrinaggio d’Europa. Non è raro incontrare lungo il percorso altri viandanti diretti in senso opposto, con i quali condividere un saluto o un breve gesto di incoraggiamento.
Attraversato il centro storico di Santhià, si entra nella pianura vercellese, caratterizzata da un paesaggio ampio e regolare, con risaie, campi coltivati e canali d’acqua. Il primo tratto è prevalentemente pianeggiante ed esposto al sole, soprattutto nella stagione calda: è quindi consigliabile proteggersi adeguatamente e avere con sé una buona scorta d’acqua. Lungo il percorso sono comunque presenti due fontanelle pubbliche nelle aree di sosta tra Santhià e Cavaglià.
Lasciata la provincia di Vercelli e raggiunta quella di Biella, il cammino arriva a Cavaglià, dove il paesaggio comincia gradualmente a modificarsi. Dalla pianura si passa a un ambiente più dolcemente ondulato, tra campi, filari e tratti agresti, fino a incontrare il suggestivo Bosco di Elfo Ugo. Tra gli alberi si nascondono piccole casette di legno che, secondo la tradizione locale, sarebbero abitate da gnomi e folletti. È un angolo particolare e fiabesco, ideale per una breve pausa all’ombra e nel silenzio del bosco.
Dopo questo tratto il percorso riprende a salire dolcemente verso la morena, raggiungendo il punto più elevato della tappa. Superato il dislivello, si scende quindi verso Roppolo, borgo dominato dall’imponente castello medievale.
Il Castello di Roppolo sorge su uno sperone roccioso affacciato sul Lago di Viverone e occupa da secoli una posizione strategica, sia per la vicinanza al lago sia per il passaggio della Via Francigena. Dal borgo e dalle sue vicinanze si aprono splendide vedute sul lago e sul paesaggio circostante.
La tappa alterna strade asfaltate e sterrate bianche, con un andamento inizialmente pianeggiante e successivamente leggermente collinare. Nel complesso si tratta di un percorso semplice e adatto a chi è abituato ai cammini, con un dislivello contenuto e un ambiente che accompagna gradualmente il passaggio dalla pianura alle prime colline del Biellese.
Lunghezza: 16,5 km | Dislivello: + 220 m / – 100 m Difficoltà: 2,5 piedini / T-E
La seconda tappa del Cammino di Oropa attraversa la Serra d’Ivrea, la lunga e boscosa morena che fa parte dell’anfiteatro morenico più grande d’Europa. È una giornata in cui il paesaggio cambia continuamente, alternando fitti boschi, prati e scorci panoramici sulle valli e sulle montagne circostanti.
Il percorso prende avvio da Roppolo, attraversando strade tranquille fiancheggiate da antiche dimore, per poi salire dolcemente tra campi e prati. Lungo il cammino si incontrano tre imponenti castagni secolari, presenze maestose che sembrano custodire la memoria di questi luoghi.
La salita conduce al Ricetto di Viverone, antico borgo fortificato da cui si gode di una suggestiva vista sul lago e sull’anfiteatro morenico. Si prosegue quindi verso Zimone, dove l’Ecomuseo “Storie di carri e carradori”, allestito nell’ex chiesa di San Rocco, conserva e racconta la tradizione locale legata alla costruzione artigianale dei carri a trazione animale, un tempo indispensabili per il lavoro agricolo.
Da Zimone il percorso affronta una salita più impegnativa, addentrandosi poi nei freschi boschi di castagni. Lungo il tratto più faticoso, una frase invita a proseguire con determinazione: «Quando le tue gambe sono stanche, cammina con il cuore.» Poco dopo si raggiunge il Monastero di Bose, luogo di silenzio e raccoglimento. La comunità è abitata da monaci e monache appartenenti a diverse chiese cristiane.
Il cammino continua verso Magnano, dove spicca il suo antico Ricetto, una struttura compatta costruita agli inizi del Duecento con funzione difensiva.
Il percorso prosegue prevalentemente in salita, attraversando boschi misti e tratti ombrosi dove la quiete è accompagnata dal fruscio delle foglie e dai profumi del sottobosco.
Raggiunto il punto più alto della giornata, il sentiero inizia a scendere verso Torrazzo, piccolo borgo adagiato sulle colline della Serra. Qui, accanto agli elementi più tradizionali del paese, sorprendono le vivaci opere di street art che decorano muri e facciate, creando un interessante contrasto tra storia e contemporaneità.
La giornata termina a Sala Biellese, uno dei posti tappa ufficiali del Cammino.
Lunghezza: 17,5 km | Dislivello: + 430 m / – 120 m | Difficoltà: 3 piedini / E
Il cammino si inoltra nei boschi della Serra Morenica d’Ivrea, alternando tratti di sentiero, sterrato e asfalto. Per un breve tratto il percorso attraversa la provincia di Torino, prima di rientrare nel bosco, tra profumi di sottobosco, funghi e radure.
Si raggiunge quindi Donato, borgo raccolto e suggestivo, riconoscibile per le antiche abitazioni e per le numerose fontane che animano vicoli e piazzette con il continuo scorrere dell’acqua. Da qui si prosegue verso la frazione di Casale, attraversando un paesaggio rurale fatto di boschi, pascoli e antiche cascine ancora abitate.
Il cammino continua in località Pontiglia-Ceresito, con dolci saliscendi su strade asfaltate e sterrate. Lungo il percorso, alcuni pannelli raccolgono brevi racconti scritti dagli alunni di una scuola, accompagnando il viandante con la fantasia e la freschezza delle loro storie. Superata l’area picnic Donato-Ceresito, un nuovo tratto di sentiero conduce alla località Campiglie.
Da qui il paesaggio si apre progressivamente e le Alpi Biellesi diventano sempre più vicine. Gli ultimi passi conducono verso il Santuario di Graglia, che appare ormai a portata di sguardo, adagiato ai piedi del Mombarone, la montagna che segna il naturale confine tra Piemonte e Valle d’Aosta. La meta conclude una tappa varia e suggestiva, immersa in un ambiente dove boschi, pascoli, cascine e panorami alpini accompagnano il cammino.
Lunghezza: 16 km | Dislivello: + 510 m / – 320 m | Difficoltà: 3 piedini / E
L’ultima tappa del Cammino di Oropa, la più intensa e impegnativa del percorso, conduce al Santuario della Madonna Nera, situato a 1.159 metri di altitudine in una conca protetta dalle Alpi Biellesi.
Il cammino attraversa inizialmente boschi e prati, passando accanto a cascinali che testimoniano la tradizionale vita montana. Dopo una ripida discesa si raggiunge il Ponte Ambrosetti, uno storico ponte in pietra sul fiume Elvo, dal quale si può godere di un suggestivo scorcio sul paesaggio circostante.
In questo tratto il percorso condivide alcuni tratti con la Grande Traversata del Biellese e con il Cammino della Gran Madre, riconoscibili attraverso le rispettive segnaletiche. Si prosegue quindi verso Sordevolo, passando davanti al municipio e alla chiesa di Sant’Ambrogio, per poi raggiungere le frazioni di Verdobbio e Chiavolino. Qui il percorso affronta alcune strade asfaltate piuttosto ripide, che richiedono un passo più lento.
Il cammino continua quindi lungo il tracciato della vecchia tranvia Biella-Oropa, una linea di circa 14 chilometri inaugurata nel 1911 dopo due anni di lavori. La tranvia rimase in servizio per meno di cinquant’anni e fu sostituita dagli autobus nel 1958.
Avvicinandosi a Oropa, il paesaggio assume progressivamente un carattere più montano: i boschi, i pascoli alpini e gli alpeggi accompagnano la salita, offrendo scorci sempre più ampi sulla pianura piemontese. Dopo l’ultimo tratto impegnativo, compare il maestoso Santuario della Madonna Nera di Oropa, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio del Piemonte e d’Italia e tra i più antichi santuari mariani dell’Occidente.
L’arrivo a Oropa rappresenta il culmine dell’intero viaggio: una tappa impegnativa ma profondamente gratificante, in cui natura, storia, paesaggio e spiritualità si incontrano.
Lunghezza: 16 km | Dislivello: + 806 m / – 476 m | Difficoltà: 3,5 piedini / E
Il percorso si conclude al Santuario di Oropa, dove l’ultimo giorno avremo del tempo libero a disposizione per visitare con calma il santuario e i suoi dintorni, prima di intraprendere il viaggio di ritorno. È un’occasione utile per vivere senza fretta questo importante complesso religioso e scoprire le aree circostanti, approfittando dei servizi e delle attività presenti in loco.
La prenotazione del posto non prevede il versamento di alcuna caparra. Questa verrà richiesta solo nel momento in cui il viaggio sarà confermato, ovvero al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Una volta confermato il viaggio, sarà richiesto un versamento pari al 30% della quota per validare la prenotazione. Il saldo dovrà invece essere effettuato entro 30 giorni dalla partenza.
COME RAGGIUNGERE SANTHIA’
COME TORNARE DA OROPA
Se dovessi descrivermi in tre parole, direi: curiosa, entusiasta, spirito libero. In realtà sono tante altre cose. Grande viaggiatrice e camminatrice, innamorata della natura e delle sue storie, appassionata di fotografia, di filosofia orientale, praticante ed Insegnante di Yoga e meditazione. E in ultimo, non per importanza ma per rispettare la cronologia del mio percorso di vita, Guida Ambientale Escursionista e Accompagnatore Turistico.
Dopo 18 anni di lavoro in azienda, vestendo degli abiti che non sentivo miei, ho deciso di cambiare rotta. Camminare mi ha aiutato a fare chiarezza, a ritrovarmi. Un viaggio esteriore che riflette quello interiore. Ho sentito il desiderio di restituire questa esperienza agli altri e così ho iniziato il mio percorso come Guida. Oggi ho finalmente smesso di chiedermi dove sto andando e mi godo il viaggio, passo dopo passo.
Dal 2020 vivo tra l’Emilia Romagna, la mia terra di origine, e Valle d’Aosta, ma questa è un’altra
storia…
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Bello il giro d’Oropa .. ottima l’ organizzazione e la compagnia..Jacopo: cuore , testa e gambe.. complimenti!!!
Il cammino di Oropa è stata una piacevole sorpresa. Magnifico percorso immerso in un bosco di castagne e poi Jacopo lui è sempre TOP!
Cammino di Oropa 6-8 ottobre 2023.
Questa è una recensione di coppia: Mara e Ferdy.
È stato un bel cammino: varietà di contesti e punti di vista della ‘Serra’. Lo consigliamo! Un grazie particolare ad Iacopo: guida esperta, accogliente e paziente. La sua accurata organizzazione ci ha permesso di goderci in pieno il CAMMINO, concentrandoci sui paesaggi e sulla socialità con i piacevoli compagni di CAMMINO!
Cammino di Oropa. Tre giorni di relax nella natura a due passi da casa. Paesaggi sempre diversi, paesini, ricetti e santuari. Una bellissima esperienza con avventura finale: una pioggia che riporta bambini e alla gioia di saltare nelle pozzanghere. Ma quando la sicurezza impone di fermarsi perchè la pioggia battente non dà tregua, scatta l’organizzazione Duma C’Anduma: in pochi minuti si organizza un trasporto alternativo e il rientro, non prima di un ottimo hamburger finale tutti insieme.
Grazie al bel gruppo che mi ha accompagnato e a Jacopo che ci ha guidato in questa avventura con la sua solita simpatia e si è fatto in quattro per permettere anche al mio quattrozampe di partecipare.
Siamo pronti per riprendere l’avventura il 21 maggio da dove abbiamo interrotto. Chi viene con noi? 😉
Le previsioni meteo non erano delle migliori ma siamo partiti comunque da Santhià, Jacopo come sempre si è dimostrato attento alle esigenze di ognuno di noi, l’ultimo giorno visto il perdurare del maltempo la scelta di Jacopo di non arrivare ad Oropa si è dimostrata azzeccata.
