Preferisci camminare per conto tuo?
Questo cammino lo puoi percorrere da solo, in coppia o con chi vuoi tu, nelle date che scegli e senza una guida al seguito. Tu ci metti le gambe e la voglia di partire, noi di Duma c’anduma l’organizzazione: dagli alloggi alla suddivisione delle tappe.
Ci sono cammini che attraversano la geografia. E poi ci sono cammini che attraversano il tempo.
Il Cammino dell’intrepido Larth è un anello di circa 60 chilometri che collega tre perle assolute dell’Italia centrale, Orvieto, Bolsena e Civita di Bagnoregio, seguendo le tracce di un guerriero etrusco vissuto venticinque secoli fa.
Un percorso a cavallo tra Umbria e Lazio, nel cuore della Tuscia, dove il tufo giallo delle rupi, il blu del lago più grande d’Europa e il bianco dei calanchi che si sfaldano al vento compongono un paesaggio che non assomiglia a nessun altro.
Larth Cupures, detto “l’intrepido“, era un guerriero etrusco del V secolo a.C. che lasciò Veio per arruolarsi nelle milizie di Velzna, l’odierna Orvieto, e lì divenne una figura così importante da meritare una tomba nella necropoli del Crocifisso del Tufo e un cippo funerario che oggi puoi vedere al Museo Claudio Faina, in piazza Duomo.
Il cammino inizia e finisce proprio lì, ai piedi del Duomo, con la credenziale in mano e lo sguardo su una delle facciate gotiche più belle d’Italia.
Tre giorni di cammino, tre paesaggi diversi.
Il primo giorno si cammina da Orvieto a Bolsena lungo il percorso della solenne processione che nel 1263 accompagnò il Corporale del Miracolo Eucaristico da Bolsena a Orvieto: l’evento da cui Papa Urbano IV istituì la festività del Corpus Domini. Si scende dalla rupe di tufo, si attraversa la campagna umbra tra boschi e campi coltivati, si passa per il borgo di Sugano e si arriva al lago di Bolsena, il lago vulcanico più grande d’Europa, con la Rocca Monaldeschi della Cervara che si staglia all’orizzonte come una promessa mantenuta.
Il secondo giorno si parte da Bolsena verso Civita di Bagnoregio, camminando per un tratto sulla Via Francigena e poi attraverso il Parco di Turona, i boschi e i pascoli della campagna laziale. Si arriva nel tardo pomeriggio al belvedere su Civita, la “città che muore“, e la prima volta che la vedi, sospesa nel nulla sopra i calanchi di argilla, ti fermi e basta. Non c’è molto altro da aggiungere.
Il terzo giorno è il ritorno a Orvieto attraverso i calanchi, passando per Lubriano e risalendo gradualmente verso la rupe. L’emozione di vedere la sagoma di tufo di Orvieto che si ingrandisce passo dopo passo, dopo tre giorni e 60 chilometri, è il modo migliore per chiudere questo cammino.
Si rientra in città, si ritira il Testimonium al Museo Faina e ci si fa una foto con la statua di Larth.
Perché a questo punto Larth non è più un guerriero etrusco: è un compagno di viaggio.
Si cammina a quote basse, tra i 200 e i 600 metri, su sentieri CAI, tratti della Via Francigena e della Via Romea Germanica, strade bianche e sentieri sterrati. Non servono gambe da alpinista: serve la voglia di camminare per tre giorni di fila attraverso un pezzo d’Italia che ha duemila e cinquecento anni di storia sotto i piedi.
Il nostro viaggio dura 5 giorni (3 di cammino e 2 di viaggio) e si cammina con un piccolo gruppo, con il ritmo di sempre: niente fretta, niente gare, niente ansia di arrivare. Se c’è qualcosa da vedere lungo il sentiero, ci si ferma. Se la luce del tramonto sul lago di Bolsena chiede cinque minuti di silenzio, quei cinque minuti ce li prendiamo.
Ritrovo dei partecipanti entro l’ora di pranzo (orario da confermare a seconda della provenienza del gruppo).
Visita guidata di Orvieto pomeriggio (14,30-18,30) con visita al Duomo e centro storico
Sistemazione nelle camere, cena e pernottamento.
Si cammina sul percorso che ha seguito la solenne processione che nel 1263 accompagnò il Corporale macchiato del sangue di Cristo, da Bolsena a Orvieto. Da questo evento miracoloso, Papa Urbano IV, nel 1264 istituì la festività cristiana del “Corpus Domini”.
Muniti della credenziale del cammino che prendiamo al Museo Faina, il viaggio inizia davanti la magnificenza della facciata del Duomo di Orvieto. Attraversata la città della rupe ci immergiamo nella campagna sottostante. La prima parte del sentiero è un morbido saliscendi che attraversa la frazione di Sugano dove è possibile rifornirsi per il pranzo. Arriviamo al Birrificio BirrAlfina dove possiamo fare la pausa pranzo e degustare le loro produzioni locali (da concordare con la guida).
Il sentiero si apre poi sui panorami vulcanici fino a scendere verso il Lago di Bolsena. L’arrivo in città è emozionante: la vista del lago e della Rocca Monaldeschi dellla Cervara premia ogni sforzo. Per chi non è stanco ma curioso della storia geologica, lagunare ed etrusca della zona è possibile la visita all’interno della rocca.
Dislivello: +574 m / – 579 m – Sviluppo complessivo: 21 km – Durata: 6/7 ore – Difficoltà: 3,5 piedini / Escursionistico
Si “assapora” la Via Francigena che si percorrerà per circa 6 km, fino al Parco di Turona per poi proseguire tra boschi e pascoli fino a Civita di Bagnoregio.
La giornata di cammino comincia con la visita alla Basilica di Santa Cristina dove avvenne il miracolo eucaristico, proseguiamo lungo la Via Francigena. Il paesaggio cambia gradualmente: campi coltivati e oliveti ci accompagnano fino ad entrare nel bosco di Turona dove ci dissetiamo alla sorgente dell’omonimo torrente.
A circa metà percorso incontriamo l’azienda agricola Amaltea dove è possibile pranzare ( da concordare la degustazione o il pranzo con la guida). Strade forestali, sentieri e piste che attraversano aziende agricole e allevamenti di pecore ci portano alle porte di Bagnoregio.
Arriviamo al belvedere su Civita di Bagnoregio, la “città che muore” nel tardo pomeriggio, per chi vuole visitare il borgo occorre il biglietto (costo 5 €) da farsi esclusivamente online.
Cena e pernottamento a Bagnoregio.
Dislivello: + 382 m / – 302 m – Sviluppo complessivo: 18 km – Durata: 6/7 ore – Difficoltà: 3,5 piedini / Escursionistico
Il cammino nella prima parte di giornata attraversa i calanchi selvaggi e poco ospitali. Scendiamo nella valle e risaliamo prima a Lubriano poi gradualmente verso Orvieto. L’emozione di vedere la rupe di tufo che si staglia all’orizzonte e si ingrandisce passo dopo passo è il modo migliore per concludere l’impresa.
Entriamo a Orvieto concludendo il nostro viaggio ritirando il testimonium presso il Museo Faina dove è di rito ritrarsi in una foto con la statua del guerriero Larth.
Dislivello: + 530 m / – 612 m – Sviluppo complessivo: 18 km – Durata: 6/7 ore – Difficoltà: 3,5 piedini / Escursionistico
Dopo colazione, tempo libero a disposizione a seconda del proprio orario di partenza. Saluti, abbracci e arrivederci al prossimo cammino.
La prenotazione del posto non prevede il versamento di alcuna caparra. Questa verrà richiesta solo nel momento in cui il viaggio sarà confermato, ovvero al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Una volta confermato il viaggio, sarà richiesto un versamento pari al 30% della quota per validare la prenotazione. Il saldo dovrà invece essere effettuato entro 30 giorni dalla partenza.
Mi chiamo Danilo Giusti, sono una Guida Ambientale Escursionistica perché l’amore per l’ambiente e per il viaggio è da sempre nel mio istinto; galeotta fu la gita liceale al Parco nazionale d’Abruzzo, dove più volte sono tornato anche in veste di volontario. Abito in provincia di Pistoia vicino ai luoghi ispirazione della favola più famosa del mondo “Pinocchio”.
Adoro la scoperta di luoghi nuovi e sconosciuti al grande pubblico, mi piace assaporarne i cibi, conoscerne le persone che li abitano, innamorarmi della natura che li caratterizza e una volta vissuti farli vivere a pieno anche agli altri che vogliono respirare nuove e vibranti emozioni. Fondamentale, per come vivo la mia professione, è “Interpretare la Natura“, far capire che ogni essere vivente è interconnesso l’uno all’altro tenendo a mente che anche solo una certa tipologia di terreno può condizionare il benessere di un intero ecosistema.
Il momento più entusiasmante è quando riesci a far capire tutto questo alle persone che ti trovi davanti, che siano figlioli o adulti. Sono convinto che i nostri piedi, che portino calzature da montagna o scarpe da bici, siano i nostri più fedeli compagni di avventura e allora ci incamminiamo insieme?
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