Scendi una rampa che penetra nelle viscere della Terra. La luce del giorno scompare dietro di te. Davanti, solo l’illuminazione scenografica di Jesús Soto che accarezza pareti di roccia vulcanica nera, rivelando formazioni che sembrano sculture astratte.
Benvenuto nella Cueva de los Verdes, uno dei tunnel di lava più spettacolari al mondo, dove cinquemila anni fa il magma incandescente scorreva esattamente dove ora cammini.
Situata nel nord di Lanzarote, questa grotta è molto più di una semplice attrazione turistica.
È una finestra spalancata sulla storia geologica delle Canarie, un rifugio che ha protetto gli abitanti dell’isola dalle incursioni piratesche, e oggi un capolavoro di illuminazione scenografica che valorizza ogni dettaglio delle formazioni rocciose senza snaturarne l’essenza primordiale.
In questa guida troverai tutto quello che serve per organizzare la tua visita: dalla formazione del tunnel vulcanico alle informazioni pratiche su orari e prezzi, dai segreti che custodisce ai consigli per fotografarla al meglio.
Se vuoi avere una visione completa di tutte le meraviglie dell’isola prima di organizzare il tuo itinerario, nella nostra guida alle attrazioni imperdibili di Lanzarote troverai un quadro dettagliato delle esperienze imperdibili.



Come si è formata la Cueva de los Verdes
La Cueva de los Verdes deve la sua esistenza a un evento geologico straordinario avvenuto tra i 3.000 e i 5.000 anni fa: l’eruzione del vulcano Corona, situato nella parte nord-orientale di Lanzarote.
Durante questa eruzione, un fiume di lava rovente ha iniziato a scorrere verso il mare, percorrendo diversi chilometri.
Mentre la lava avanzava inesorabile, gli strati superiori a contatto con l’atmosfera si raffreddavano rapidamente, creando una sorta di crosta solida che fungeva da “tetto”.
Sotto questa copertura protettiva, però, il magma liquido continuava a fluire alla sua temperatura di oltre 1.000 gradi, mantenendo la sua consistenza viscosa e proseguendo il suo percorso verso l’oceano.
Quando l’eruzione si esaurì, la lava presente all’interno del condotto continuò a defluire verso il mare fino a svuotarlo completamente, lasciando al suo posto un tunnel vuoto dalle dimensioni impressionanti.
Questo processo ha generato quello che i geologi chiamano tubo di lava o tunnel lavico: una galleria naturale scavata dalla forza del vulcanesimo, con pareti che conservano ancora oggi le tracce evidenti del passaggio del magma.
Il sistema Corona: un capolavoro geologico
La Cueva de los Verdes rappresenta solo una sezione di un sistema di grotte molto più vasto e complesso.
L’intero tunnel generato dall’eruzione della Corona si estende per circa 7-8 chilometri nell’entroterra, attraversando il territorio del comune di Haría, ma non si ferma alla costa: prosegue sotto il livello del mare per ulteriori 1,5 chilometri, creando quella che viene chiamata la sezione sottomarina del Tunnel de la Atlantida.
Si tratta di uno dei tubi di lava sottomarini più lunghi al mondo, un primato geologico che attira ricercatori e speleologi da tutto il pianeta.
Questo fenomeno geologico è parte integrante del paesaggio vulcanico che caratterizza l’intera isola, plasmata dalle eruzioni del 1730-1736 che hanno creato le spettacolari Montañas del Fuego.
Il sistema presenta una caratteristica peculiare: i tunnel si sono formati a diversi livelli sovrapposti, uno sopra l’altro.
Questa stratificazione si spiega con il fatto che durante l’eruzione la lava ha continuato a fluire attraverso livelli più bassi, dove il calore rimaneva maggiore, mentre i condotti superiori si erano già solidificati.
Il tunnel più antico è sempre quello soprastante, mentre quelli inferiori sono cronologicamente più recenti.
Durante il percorso di visita, in alcuni punti particolari, potrai infatti osservare questa sovrapposizione di gallerie: dal tunnel superiore si intravede quello sottostante, creando una prospettiva vertiginosa che testimonia la complessità del fenomeno vulcanico.
Le tracce del magma sulle pareti
Quello che rende la Cueva de los Verdes un vero museo geologico a cielo aperto è la leggibilità delle formazioni rocciose.
Camminando attraverso il tunnel, il passaggio della lava diventa evidente attraverso numerosi dettagli: la particolare forma della volta, con piccole “gocce” di magma solidificato che pendono dal soffitto come stalattiti naturali, testimonia la viscosità del materiale vulcanico che scorreva sotto quella crosta.
Le conformazioni della roccia cambiano continuamente lungo il percorso, raccontando le diverse fasi dell’eruzione.
In alcuni punti le pareti appaiono lisce e levigate, dove la lava scorreva veloce e fluida; in altri presentano superfici più irregolari e rugose, segno di un flusso più lento e denso.
I colori sono altrettanto eloquenti: le tracce bianche sono depositi di carbonato di calcio, le macchie rossastre rivelano la presenza di ferro ossidato, le tonalità gialle indicano concentrazioni di fosforo, mentre le zone più scure segnalano la presenza di magnesio e altri minerali.
Questa tavolozza naturale di colori ocri, grigi, neri e rossastri crea un paesaggio sotterraneo che sembra appartenere a un altro pianeta, un effetto amplificato magistralmente dall’intervento artistico di cui parleremo tra poco.
Jameo: le finestre sulla grotta
Il tetto del tunnel non è rimasto integro ovunque.
In circa venti punti lungo il percorso degli 8 chilometri totali, la volta è crollata, creando delle aperture naturali che i locali chiamano jameo (da cui deriva il nome della celebre attrazione Jameos del Agua, che fa parte dello stesso sistema).
Questi crolli hanno generato accessi naturali al tubo di lava, permettendo sia la ventilazione che l’ingresso di luce solare in determinati punti.
La Cueva de los Verdes, a differenza dei Jameos del Agua, presenta un solo jameo principale: è il punto attraverso cui i visitatori entrano ed escono dalla grotta.
Questa caratteristica rende l’esperienza completamente diversa da quella dell’altra attrazione: qui sei totalmente immerso nel sottosuolo, senza alcuna illuminazione naturale che penetri dall’esterno, amplificando la sensazione di trovarti veramente nelle profondità della Terra.
L’assenza di luce esterna è ciò che permette all’illuminazione artistica di creare quegli effetti scenografici che trasformano la visita in un’esperienza quasi mistica, come scoprirai nel prossimo capitolo.
L’intervento di Jesús Soto: quando l’arte valorizza la natura
Nel 1964, il Cabildo di Lanzarote – l’amministrazione insulare – affidò all’artista locale Jesús Soto il compito di rendere il tunnel di lava accessibile e sicuro per archeologi e scienziati che volevano studiarne le caratteristiche geologiche.
Soto avrebbe dovuto semplicemente installare un sistema di illuminazione funzionale, ma decise di andare oltre il mandato iniziale.
Comprendendo il potenziale emotivo e scenografico di quello spazio sotterraneo, progettò un sistema di luci che non si limitasse a rendere visibile il percorso, ma che valorizzasse ogni dettaglio delle formazioni rocciose, creando giochi di ombre e contrasti che esaltassero la drammaticità naturale dell’ambiente.
L’approccio di Soto – che in seguito sarebbe diventato stretto collaboratore di César Manrique – si basava su un principio fondamentale: rispettare l’entorno naturale senza sovrapporvi elementi architettonici invasivi.
Niente costruzioni, niente modifiche strutturali: solo luce strategicamente posizionata per guidare lo sguardo verso i punti più spettacolari del tunnel.
La filosofia dell’intervento minimo
Questa filosofia dell’intervento minimo rappresenta il filo conduttore di tutte le opere di César Manrique a Lanzarote, e la Cueva de los Verdes ne è uno degli esempi più puri.
Mentre ai Jameos del Agua Manrique aveva progettato elementi architettonici più evidenti – la piscina bianca, l’auditorium, i giardini tropicali –, qui l’illuminazione di Soto si mimetizza completamente nell’ambiente, al punto che spesso non ti accorgi nemmeno della presenza delle sorgenti luminose.
Il risultato è un’atmosfera poetica e magica che sembra emanare dalle rocce stesse.
Le luci accentuano i colori dei minerali – quelle tonalità rossastre del ferro, gli ocra delle argille, i neri profondi del basalto –, creano ombre drammatiche sulle pareti irregolari, fanno brillare le piccole gocce d’acqua di condensa che in alcuni punti ricoprono il soffitto come diamanti.
In origine, secondo alcune fonti, Soto aveva progettato uno spettacolo di luci e musica in cui l’illuminazione si spegneva completamente in determinati momenti, ma questa idea venne abbandonata per motivi di sicurezza.
Oggi ci si limita a godere delle luci fisse, ma l’effetto scenografico rimane straordinario.
Cueva de los Verdes vs Jameos del Agua: due esperienze complementari
Molti visitatori si chiedono quale delle due attrazioni valga la pena visitare, o se sia necessario vedere entrambe.
La risposta è che si tratta di esperienze profondamente diverse, nonostante facciano parte dello stesso sistema di tunnel vulcanici.
Ai Jameos del Agua, l’intervento umano è molto più evidente e strutturato: trovi architetture progettate da César Manrique, giardini tropicali, un auditorium scavato nella roccia, una piscina dalle forme sinuose, ristoranti e spazi espositivi.
La luce naturale entra attraverso diversi jameos, creando contrasti tra interno ed esterno.
L’esperienza è più rilassata, puoi muoverti autonomamente negli spazi aperti, sostare dove preferisci.
Alla Cueva de los Verdes, invece, l’esperienza è totalmente sotterranea e segue un percorso guidato obbligatorio.
Non ci sono installazioni architettoniche oltre all’illuminazione, non arriva luce dall’esterno, e l’atmosfera è decisamente più avventurosa e claustrofobica.
Qui ti concentri sulla geologia pura, sulla potenza della natura, sul senso di trovarti letteralmente nelle viscere della Terra.
Se i Jameos rappresentano l’armonia tra natura e intervento umano, la Cueva è la natura nella sua espressione più primordiale, appena sussurrata dall’arte della luce.
Idealmente, dovresti visitarle entrambe per comprendere la varietà del patrimonio vulcanico di Lanzarote, ma se devi scegliere: opta per i Jameos se preferisci un’esperienza più rilassata e multisensoriale, scegli la Cueva se cerchi avventura e immersione geologica totale.
Per scoprire nel dettaglio l’altra anima di questo tunnel vulcanico e comprendere la filosofia artistica di César Manrique, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa ai Jameos del Agua, dove troverai anche consigli fotografici specifici e informazioni sui concerti notturni.
La visita guidata: cosa aspettarsi
La Cueva de los Verdes si visita esclusivamente attraverso un tour guidato obbligatorio che dura circa 50 minuti.
Non è possibile percorrere il tunnel in autonomia, sia per motivi di sicurezza che per preservare l’integrità dell’ambiente.
Il percorso copre circa 1 chilometro del sistema, permettendoti di attraversare due livelli sovrapposti del tubo di lava attraverso interconnessioni verticali.
Le visite partono ogni 30 minuti circa e vengono condotte in spagnolo e inglese.
Se non mastichi bene queste lingue, non preoccuparti: puoi scaricare gratuitamente l’audioguida in italiano dall’app CACT Lanzarote (disponibile su iOS e Android), che fornisce spiegazioni dettagliate sincronizzate con il percorso.
Il percorso e le sue sfide
Prima di prenotare, valuta attentamente se la visita è adatta alle tue condizioni fisiche.
Il percorso presenta dislivelli fino a 40 metri, con salite e discese attraverso gradini e rampe.
In alcuni tratti il soffitto è piuttosto basso, costringendoti a chinare la testa, mentre in altri il tunnel diventa stretto, con passaggi dove difficilmente due persone riescono ad avanzare affiancate.
Queste caratteristiche rendono la Cueva de los Verdes non accessibile a persone con mobilità ridotta o che utilizzano sedie a rotelle.
È inoltre sconsigliata a chi soffre di claustrofobia in forma severa: ricorda che sarai completamente sottoterra per quasi un’ora, senza vie d’uscita intermedie.
Se hai problemi di vertigini, alcuni punti potrebbero metterti a disagio: dal tunnel superiore si vede quello sottostante attraverso aperture naturali, e la prospettiva può risultare disorientante.
Non è consentito entrare con passeggini: se viaggi con bambini piccoli, porta un marsupio ergonomico o uno zaino porta bebè.
I bambini dai 6-7 anni in su generalmente apprezzano molto l’esperienza, che ha un fascino avventuroso irresistibile per loro, ma tienili sempre sotto controllo e ricorda loro di non correre, non gridare (l’eco è notevole) e non toccare le formazioni rocciose.
Le tre sale principali del percorso
La visita guidata attraversa tre ambienti principali, ciascuno con caratteristiche geologiche e atmosfera differenti.
La Sala de las Estetas è il primo grande ambiente che incontri dopo l’ingresso.
Qui il tunnel si allarga considerevolmente, raggiungendo larghezze fino a 15 metri e altezze di circa 50 metri in alcuni punti.
Il nome deriva dalle formazioni rocciose particolarmente eleganti e simmetriche che decorano le pareti e il soffitto, esaltate dall’illuminazione di Soto che le fa sembrare sculture naturali.
Proseguendo, arrivi alla Garganta de la Muerte (Gola della Morte), il cui nome evocativo si riferisce al periodo storico in cui la grotta serviva come rifugio dai pirati.
Questo tratto del tunnel è particolarmente stretto e claustrofobico, e si ritiene che gli abitanti dell’isola lo utilizzassero proprio per la sua configurazione difensiva: pochi aggressori potevano passare alla volta, rendendo più facile la difesa.
La terza area significativa è la Puerta Mora (Porta Mora), dove le formazioni geologiche raggiungono forse la massima varietà: qui puoi osservare canali di lava perfettamente conservati, stalattiti di roccia basaltica, e blocchi di pietra che la corrente di magma ha trascinato e depositato in posizioni apparentemente impossibili, come fossero stati sollevati da una mano gigantesca.
Il famoso segreto della Cueva de los Verdes
Uno degli aspetti più intriganti della visita è il cosiddetto “segreto della grotta“, un elemento sorpresa che le guide svelano solo alla fine del percorso.
Non voglio rovinarti l’esperienza raccontandoti di cosa si tratta, ma posso dirti che riguarda un’illusione ottica naturale perfettamente preservata, che ti lascerà letteralmente a bocca aperta.
È il momento più teatrale dell’intero tour, quello che genera sempre esclamazioni di meraviglia anche nei visitatori più scettici.
La guida costruisce l’attesa durante tutto il percorso, accennando al segreto senza mai rivelarlo, e quando finalmente lo mostra, l’effetto è garantito.
Piccolo consiglio: cerca di posizionarti davanti al gruppo durante l’ultima parte della visita, avrai la prospettiva migliore per apprezzare la rivelazione finale.
L’auditorium sotterraneo e gli eventi culturali
Verso la metà del percorso, il tunnel si apre in una cavità naturale particolarmente ampia che è stata adattata a auditorium sotterraneo.
Con un’acustica naturale straordinaria, questo spazio ospita occasionalmente concerti di musica classica e contemporanea, conferenze ed eventi culturali.
Immagina di ascoltare musica mentre sei circondato da pareti di lava millenaria, con l’illuminazione scenografica che crea un’atmosfera da cattedrale sotterranea: è un’esperienza che trascende il semplice concerto per diventare qualcosa di quasi spirituale.
Gli eventi, chiamati Noches de la Cueva (Notti della Grotta), non hanno un calendario fisso ma vengono organizzati sporadicamente, soprattutto nei mesi estivi.
Se il tuo viaggio a Lanzarote coincide con uno di questi appuntamenti, vale assolutamente la pena prenotare.
Le informazioni sugli eventi vengono pubblicate sul sito ufficiale dei Centros de Arte, Cultura y Turismo (CACT) e sui loro canali social, generalmente con alcune settimane di anticipo.
I biglietti per i concerti sono separati dalla normale visita guidata e hanno un costo maggiorato, ma includono spesso un aperitivo o una degustazione di vini locali prima o dopo lo spettacolo.
Orari, prezzi e pass CACT
La Cueva de los Verdes è aperta tutti i giorni dell’anno, compresi i festivi, con orari che variano leggermente a seconda della stagione.
Generalmente l’apertura è dalle 10:00 alle 18:00, con ultimo ingresso alle 17:00, ma verifica sempre sul sito ufficiale prima di organizzare la visita perché gli orari possono subire modifiche.
Il costo del biglietto standard è di 10 euro per gli adulti, mentre i residenti alle Canarie pagano una tariffa ridotta di circa 8 euro.
I bambini sotto i 7 anni entrano gratuitamente, mentre per quelli tra 7 e 12 anni esiste una riduzione.
I vantaggi del pass CACT
Se hai intenzione di visitare più attrazioni gestite dai Centros de Arte, Cultura y Turismo, l’acquisto di uno dei pass combinati CACT rappresenta un risparmio significativo.
Il Bono 3 centri (22 euro) ti permette di scegliere tre attrazioni tra quelle disponibili, mentre il Bono 6 centri (35 euro) include l’accesso a tutte e sei le principali: Cueva de los Verdes, Jameos del Agua, Mirador del Río, Jardín de Cactus, Montañas del Fuego nel Parco di Timanfaya, e il MIAC Castillo de San José.
Facciamo un rapido calcolo: sei biglietti singoli costerebbero circa 70 euro, quindi con il Bono 6 risparmi esattamente il 50%.
Il pass è valido 14 giorni dalla prima attivazione, dandoti tutto il tempo necessario per distribuire le visite con calma durante la tua vacanza.
Puoi acquistarlo online sul sito ufficiale CACT oppure direttamente alla biglietteria della prima attrazione che visiti.
Un vantaggio ulteriore: il pass ti permette spesso di saltare parte della fila, soprattutto nei periodi di alta stagione, quando le code per acquistare i biglietti singoli possono diventare lunghe.
Come arrivare alla Cueva de los Verdes
La Cueva de los Verdes si trova nel comune di Haría, nella parte nord-orientale di Lanzarote, lungo la strada principale LZ-1 che collega il sud dell’isola con il punto più settentrionale, Órzola.
La posizione è ben segnalata e facilmente raggiungibile.
In auto (opzione consigliata)
Se hai noleggiato un’auto – decisamente la scelta più pratica per esplorare Lanzarote – i tempi di percorrenza sono:
- Da Arrecife (capitale): 25-30 minuti seguendo la LZ-1 direzione nord
- Da Costa Teguise: 20-25 minuti verso nord
- Da Puerto del Carmen: 35-40 minuti (prendi la LZ-2 fino ad Arrecife, poi LZ-1 nord)
- Da Playa Blanca: circa 1 ora (attraverso la LZ-2)
C’è un parcheggio ampio e gratuito direttamente all’ingresso della grotta, dove troverai anche i servizi igienici (utile saperlo, visto che non ci sono bagni all’interno del percorso e la visita dura quasi un’ora).
Un’auto compatta è più che sufficiente per le strade di Lanzarote, anche se i parcheggi sono generalmente spaziosi.
Considera che c’è molta richiesta di noleggio, quindi prenota con anticipo, specialmente nei periodi di alta stagione.
In autobus
Se preferisci i mezzi pubblici, la linea 9 (Arrecife – Órzola) effettua fermata alla Cueva de los Verdes.
La frequenza è limitata: circa 5-6 corse al giorno, con orari che variano tra giorni feriali e festivi.
Il tempo di percorrenza da Arrecife è di circa 50 minuti e il costo del biglietto si aggira sui 4-5 euro.
Controlla gli orari aggiornati sul sito di Intercity Bus Lanzarote prima di partire, perché i tempi di attesa tra una corsa e l’altra possono essere lunghi, e rischi di perdere diverse ore se sbagli coincidenza.
Con tour organizzato
Numerose agenzie propongono tour guidati del nord di Lanzarote che includono la Cueva de los Verdes insieme ad altre attrazioni come Jameos del Agua, Mirador del Río e talvolta il Jardín de Cactus.
Il costo di questi tour varia tra 55 e 80 euro a persona, con pickup dal tuo hotel e guida in italiano o inglese.
È una soluzione comoda se non vuoi guidare, ma ovviamente meno flessibile: gli orari sono prestabiliti e dovrai seguire il ritmo del gruppo.
Se vuoi combinare la visita alla grotta con un’esperienza più sportiva e immersiva nella natura del nord, considera il nostro trekking guidato a Lanzarote, che attraversa il Malpaís de la Corona e ti permette di osservare il territorio vulcanico da prospettive inedite, combinando geologia, botanica e panorami spettacolari sull’oceano.
Fotografare la Cueva de los Verdes: guida tecnica
La fotografia nelle grotte vulcaniche presenta sfide tecniche significative, ma con l’approccio giusto puoi portare a casa scatti memorabili.
Gestione della luce e delle impostazioni
L’illuminazione artificiale di Soto crea contrasti estremi tra zone illuminate e ombre profonde.
La tua fotocamera o smartphone faticherà a gestire questa gamma dinamica in automatico, quindi dovrai intervenire manualmente.
Se usi una reflex o mirrorless, imposta la modalità manuale e parti da questi parametri base: ISO 1600-3200 (a seconda della sensibilità del tuo sensore), apertura massima del tuo obiettivo (f/2.8 o più luminoso se possibile), e tempo di scatto non inferiore a 1/60 per evitare il mosso (ricorda che non puoi usare il treppiede durante la visita guidata).
Scatta sempre in formato RAW, perché avrai bisogno di recuperare dettagli nelle ombre e gestire il bilanciamento del bianco in post-produzione: le luci artificiali creano dominanti cromatiche che variano da zona a zona.
Usa la misurazione spot puntando sulle zone illuminate, poi sottoesponi di 1-1,5 stop rispetto a quanto suggerisce l’esposimetro: meglio preservare le alte luci (che in post non si recuperano) e schiarire leggermente le ombre.
Con lo smartphone, attiva la modalità notturna se disponibile, ma disabilita il flash: non serve a nulla in ambienti così ampi e rovinerebbe l’atmosfera delle luci scenografiche.
Tocca lo schermo sul punto che vuoi esporre correttamente, poi trascina verso il basso l’indicatore di compensazione dell’esposizione per sottoesporre leggermente.
I migliori spot fotografici
Il punto più fotogenico è senza dubbio il momento in cui attraversi la Sala de las Estetas e l’illuminazione esalta le formazioni del soffitto.
Cerca inquadrature che includano sia le luci in primo piano che le profondità buie del tunnel sullo sfondo, creando un senso di tridimensionalità.
Nella Garganta de la Muerte, dove il tunnel si restringe, prova a posizionarti leggermente di lato rispetto al flusso del gruppo e scatta lungo l’asse del corridoio: le linee convergenti delle pareti creano una prospettiva drammatica.
Quando arrivi alle zone dove si vedono i due livelli sovrapposti, sfrutta questa peculiarità per comporre inquadrature verticali che mostrino la complessità strutturale del sistema.
I dettagli meritano attenzione quanto i panorami: le gocce di magma solidificato sul soffitto, le striature colorate dei minerali sulle pareti, i canali di lava che disegnano pattern sulla roccia.
Per questi scatti usa lo zoom o avvicinati, isolando il soggetto dal contesto.
Etica fotografica in ambienti protetti
- Alcune regole non negoziabili: non usare il flash, non solo perché disturba gli altri visitatori e rovina l’atmosfera, ma perché può danneggiare i microrganismi presenti sulle rocce.
- Non toccare le formazioni per “pulirle” o “migliorare” l’inquadratura: le pareti hanno migliaia di anni e l’olio della pelle umana crea danni irreversibili.
- Non oltrepassare le barriere o allontanarti dal gruppo per cercare angolazioni migliori: oltre a essere pericoloso, è vietato e rischi di essere allontanato.
- Rispetta il flusso dei visitatori: se vuoi fermarti per uno scatto, spostati sul lato del percorso senza bloccare il passaggio, scatta rapidamente e raggiungi il gruppo.
- Non gridare per testare l’eco mentre fotografi: è irrispettoso verso gli altri e verso l’ambiente.
- La fotografia deve celebrare e documentare questo luogo straordinario, non comprometterne l’integrità o disturbare l’esperienza altrui.
Storia e denominazione: perché si chiama “de los Verdes”
A dispetto di quello che il nome potrebbe suggerire – “Grotta dei Verdi” – l’origine della denominazione non ha nulla a che fare con il colore.
La Cueva de los Verdes deve il suo nome a una famiglia dal cognome Verde che nel XVII secolo scoprì e utilizzò queste caverne.
Secondo le ricostruzioni storiche, questa famiglia usava il tunnel di lava come stalla per il bestiame, sfruttando gli ampi spazi sotterranei come riparo naturale per gli animali durante i periodi di maltempo o per proteggerli dalle razzie.
Ma l’uso più significativo della grotta risale ai secoli precedenti, quando divenne un rifugio fondamentale per la popolazione locale.
Il rifugio dai pirati berberischi
Tra il XVI e il XVII secolo, Lanzarote subì ripetute incursioni dei pirati berberischi provenienti dal Nord Africa.
Questi attacchi erano devastanti: i pirati saccheggiavano i villaggi costieri, bruciavano le case, rubavano provviste e bestiame, e spesso catturavano abitanti per venderli come schiavi nei mercati nordafricani.
La Cueva de los Verdes, grazie alla sua estensione e alla configurazione labirintica, divenne uno dei nascondigli più sicuri dell’isola.
Gli abitanti del nord di Lanzarote, avvisati dell’arrivo delle navi pirata, si rifugiavano nel tunnel sotterraneo portando con sé provviste di cibo, acqua e beni preziosi.
Potevano rimanere nascosti per giorni o addirittura settimane, aspettando che i predatori abbandonassero l’isola.
La Garganta de la Muerte – quella sezione stretta e claustrofobica che attraversi durante la visita – aveva un valore strategico particolare: costituiva un punto di difesa naturale.
Se i pirati avessero scoperto l’ingresso della grotta e tentato di entrare, avrebbero dovuto passare attraverso quel collo di bottiglia uno alla volta, rendendo possibile la difesa anche con pochi uomini armati.
Il nome stesso di quella sezione testimonia i momenti drammatici vissuti all’interno di quelle pareti, quando la sopravvivenza dipendeva dalla resistenza e dal coraggio.
La Cueva de los Verdes nel contesto del nord di Lanzarote
Visitare la Cueva de los Verdes acquista ancora più significato quando la inserisci nel contesto più ampio del patrimonio vulcanico e culturale del nord dell’isola.
Questa zona rappresenta uno degli areali più geologicamente attivi e affascinanti di Lanzarote, dove il vulcanesimo ha plasmato paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta.
Il Malpaís de la Corona – letteralmente “Terra Cattiva della Corona” – è l’esteso campo lavico generato dall’eruzione dello stesso vulcano che ha creato il tunnel.
Camminare su queste distese nere e rugose, dove la vegetazione fatica ad attecchire e il paesaggio mantiene un aspetto primordiale, ti fa comprendere la potenza distruttiva e al tempo stesso creatrice del vulcanesimo.
Se vuoi vivere questa esperienza in modo più immersivo, percorrendo a piedi i sentieri che attraversano il campo lavico e scoprendo angoli inaccessibili in auto, la nostra guida al trekking a Lanzarote ti illustra i 10 percorsi più spettacolari dell’isola, inclusi quelli che si snodano proprio nel territorio della Corona.
Itinerario ideale: giornata nel nord
Se hai una giornata intera a disposizione, ecco un itinerario che massimizza l’esperienza del nord:
- 9:30 – Partenza dal tuo alloggio
- 10:00-12:00 – Visita ai Jameos del Agua (inizia da qui perché è più ampio e rilassante)
- 12:15-13:15 – Cueva de los Verdes (la visita guidata è più intensa, meglio farla a metà mattinata)
- 13:30-14:30 – Pranzo a Punta Mujeres o Arrieta (villaggi di pescatori con ottimi ristoranti di pesce fresco)
- 15:00-16:00 – Mirador del Río, il belvedere progettato da Manrique a 475 metri d’altezza con vista mozzafiato su La Graciosa
- 16:30-17:30 – Se hai ancora energie, visita il Jardín de Cactus al ritorno verso sud
Questo percorso ti permette di sfruttare al meglio il pass CACT, risparmiando tempo e denaro, e di vivere il nord di Lanzarote in tutte le sue sfaccettature: geologia, arte, gastronomia e panorami.
Quando visitare: il momento migliore
Lanzarote gode di un clima subtropicale con temperature piacevoli tutto l’anno, ma alcuni periodi sono più indicati di altri per visitare la Cueva de los Verdes.
Primavera (marzo-maggio): probabilmente il momento ideale. Le temperature oscillano tra 20 e 24°C, la vegetazione del Malpaís è nel suo momento di massima fioritura (per quanto scarsa possa essere su terreno lavico), e il flusso turistico è moderato. Le visite guidate non sono affollate e puoi goderti l’esperienza con maggiore tranquillità.
Estate (giugno-agosto): alta stagione con temperature che raggiungono 28-32°C in superficie. Il vantaggio della grotta è che mantiene una temperatura costante intorno ai 19-20°C tutto l’anno, quindi rappresenta un rifugio piacevole dal caldo estivo. Lo svantaggio è l’affollamento: le visite delle 11:00-14:00 possono essere molto frequentate, con gruppi di 40-50 persone. Se visiti in questo periodo, prediligi le fasce orarie estreme: prima visita del mattino o ultima del pomeriggio.
Autunno (settembre-novembre): clima simile alla primavera, con ottobre e novembre particolarmente tranquilli dopo l’esodo turistico estivo. Ottimo compromesso tra condizioni meteo e affluenza.
Inverno (dicembre-febbraio): temperature tra 18 e 21°C, più ventoso in superficie ma la grotta offre riparo. È il periodo con minore affluenza turistica, quindi le visite sono più intime e rilassate. L’unico svantaggio è che occasionalmente ci possono essere giornate di pioggia (rare a Lanzarote, ma possibili in inverno).
Se stai pianificando il tuo viaggio e vuoi approfondire le caratteristiche climatiche dell’arcipelago per scegliere il periodo più adatto alle tue esigenze, nella nostra guida su quando andare alle Canarie troverai un’analisi dettagliata di clima, temperature e condizioni meteo mese per mese, valida per tutte le isole.
Momento della giornata
Essendo completamente sotterranea, la Cueva de los Verdes offre un’esperienza identica a qualsiasi ora del giorno in termini di luce e atmosfera.
Tuttavia, la prima visita della mattinata (10:00) e quelle di metà pomeriggio (dopo le 15:00) tendono a essere meno affollate rispetto alla fascia 11:00-14:00, quando convergono i tour organizzati.
Se ti interessa fotografare con maggiore libertà e tranquillità, evita assolutamente la fascia centrale della giornata nei mesi estivi.
Accessibilità e consigli per famiglie
Abbiamo già accennato alle limitazioni fisiche del percorso, ma vale la pena approfondire questo aspetto per evitare spiacevoli sorprese.
Per persone con mobilità ridotta
La Cueva de los Verdes presenta barriere architettoniche significative che la rendono purtroppo inaccessibile a persone su sedia a rotelle o con difficoltà motorie importanti.
I dislivelli, i gradini, i passaggi stretti e il soffitto basso in vari tratti rendono impossibile l’accesso.
Non esistono percorsi alternativi o facilitati: la visita segue un unico itinerario attraverso il tunnel naturale, e modificarlo significherebbe snaturare completamente l’esperienza.
Se viaggi con persone con mobilità compromessa, considera che potranno aspettarti all’ingresso (dove ci sono panchine e bagni) oppure opta per i Jameos del Agua, dove almeno le aree esterne (giardini, piscina, Casa de los Volcanes) sono parzialmente accessibili.
Per famiglie con bambini
I bambini dai 6-7 anni in su generalmente adorano la Cueva de los Verdes.
La dimensione avventurosa – stare sottoterra, attraversare tunnel stretti, scoprire il “segreto” finale – stimola la loro curiosità e il senso di esplorazione.
Tuttavia, ricorda alcuni accorgimenti pratici:
Non è possibile entrare con passeggini di nessun tipo. Se hai bambini piccoli, porta un marsupio ergonomico o uno zaino porta bebè: dovrai tenerli in braccio per circa un’ora, quindi scegli un supporto comodo.
Tieni i bambini sempre sotto controllo: il percorso presenta punti dove si cammina vicino a dislivelli o aperture tra i tunnel. Non lasciarli correre avanti o indietro.
Gestisci le aspettative: spiega prima che si tratta di un’esperienza sotterranea al buio. Se il bambino ha paura del buio o tende alla claustrofobia, valuta attentamente se è il caso di portarlo.
L’eco è notevole: i bambini amano testarlo, ma ricorda loro di non gridare. Oltre a disturbare gli altri visitatori, l’acustica amplificata può risultare fastidiosa per loro stessi.
Non toccare le rocce: insegna ai bambini a guardare senza toccare. Le formazioni sono delicate e l’olio della pelle può danneggiarle nel tempo.
Quanto tempo dedicare? Considera 1,5-2 ore totali includendo l’arrivo, l’attesa per l’inizio del tour, la visita vera e propria e il tempo per i servizi igienici prima o dopo.
Cosa vedere nei dintorni: completare l’esperienza
Il nord di Lanzarote offre diverse attrazioni che si combinano perfettamente con la visita alla Cueva de los Verdes.
A meno di due chilometri, i Jameos del Agua rappresentano l’altra faccia dello stesso tunnel vulcanico: qui l’intervento di César Manrique ha creato spazi architettonici integrati nella roccia, con giardini tropicali, una piscina dalle forme sinuose e un ristorante. La visita è completamente diversa – più rilassata, multisensoriale, con luce naturale – ma complementare per comprendere la versatilità del patrimonio vulcanico dell’isola.
Il Mirador del Río, altra creazione di Manrique situata a 475 metri d’altezza sulle scogliere di Famara, offre una delle viste panoramiche più spettacolari delle Canarie: il braccio di mare che separa Lanzarote dall’isola di La Graciosa sembra un quadro impressionista dove i turchesi e gli azzurri dell’oceano contrastano con le terre rosse del deserto marino. Il costo del biglietto è di 10 euro (incluso nel pass CACT).
Se ti affascina il mondo vegetale, il Jardín de Cactus – ultima opera di Manrique inaugurata nel 1990 – raccoglie oltre 4.500 esemplari di cactus provenienti da tutti i continenti, sistemati in una vecchia cava di estrazione di lapilli riconvertita. È un trionfo di forme geometriche, spine e fioriture inaspettate. Biglietto: 6,50 euro (incluso nel pass CACT).
Se il tuo viaggio a Lanzarote ti permette di dedicare un’altra giornata all’esplorazione, La Geria testimonia come l’uomo abbia saputo trasformare la cenere vulcanica in vigneti produttivi attraverso tecniche di coltivazione eroica.
Per chi cerca un’esperienza più fisica e immersiva nella natura, il sentiero GR-131 attraversa proprio questa zona del nord, regalando panorami spettacolari sul tunnel vulcanico della Corona dall’alto e permettendo di osservare la geologia, la flora endemica e la fauna dell’area protetta del Malpaís.
Consigli pratici finali
Prima di concludere, ecco alcuni suggerimenti che renderanno la tua visita più piacevole:
Abbigliamento: la temperatura nella grotta è costante intorno ai 19-20°C tutto l’anno. Se visiti in estate indossando abiti leggeri, porta un maglioncino o una giacca leggera: dopo 50 minuti sottoterra con questa temperatura, potresti sentire freddo. Le scarpe chiuse sono obbligatorie: niente infradito o sandali aperti. Preferisci calzature con suola antiscivolo, perché alcuni tratti possono essere umidi.
Cosa portare: bottiglietta d’acqua (puoi tenerla nello zaino, non ci sono punti per bere durante il percorso), fotocamera o smartphone carico, e magari una power bank se prevedi di scattare molte foto. Non servono torce: l’illuminazione è più che sufficiente.
Cosa NON portare: zaini ingombranti o borsoni sono scomodi nei passaggi stretti. Porta solo l’essenziale in una borsa piccola o zaino compatto.
Prenota online se visiti in alta stagione: anche se le visite partono ogni 30 minuti, nei momenti di maggior afflusso i tour si riempiono e potresti dover aspettare ore. Il sito CACT permette la prenotazione con orario garantito.
Rispetta le indicazioni della guida: non allontanarti dal gruppo, non toccare le formazioni rocciose, non usare il flash. Queste regole esistono per proteggere un patrimonio geologico di migliaia di anni.
Combina con altre attrazioni: se hai il pass CACT, visita almeno altre 2-3 attrazioni lo stesso giorno per ammortizzare il costo. Il nord di Lanzarote si gira bene in una giornata.
Un viaggio al centro della Terra che non dimenticherai
La Cueva de los Verdes non è solo un’attrazione turistica: è un portale temporale che ti trasporta indietro di migliaia di anni, quando la lava incandescente scorreva sotto i tuoi piedi creando le gallerie che oggi attraversi.
È un’esperienza che unisce geologia, storia e arte in un equilibrio perfetto, dove l’intervento umano si limita a sussurrare suggerimenti luminosi senza mai sovrastare la voce primordiale della Terra.
Che tu sia un appassionato di vulcanologia, un amante della fotografia, un cercatore di avventure sotterranee o semplicemente un viaggiatore curioso, questa grotta saprà sorprenderti e lasciarti quel senso di meraviglia che solo i grandi spettacoli naturali sanno regalare.
Ora hai tutte le informazioni per organizzare la tua visita: non ti resta che prenotare il biglietto, prepararti all’immersione nelle viscere di Lanzarote, e lasciarti guidare attraverso uno dei tunnel di lava più spettacolari al mondo.
E ricorda: il vero segreto della Cueva de los Verdes non è solo quello che la guida ti svelerà alla fine del percorso, ma la capacità di questa grotta di farti sentire parte di qualcosa di infinitamente più grande e antico di te, un testimone privilegiato della potenza creatrice del nostro pianeta.

