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Come preparare lo zaino per un trekking o un cammino

Preparandosi per un trekking o un cammino, superata la fase del “ce la farò?” subentra sempre la fase del “e cosa mi porto?” e noi di Duma c’anduma, pellegrini “vecchio stile”, vogliamo aiutarti nella preparazione di un cammino zaino in spalla. Sei pronto/a a portare sulle spalle la piccola casa che ti accompagnerà dall’inizio alla fine, in ogni momento della giornata e sotto ogni tipo di meteo?

È inevitabile il pragmatismo nel comporre lo zaino dalla A alla Z. Portare qualcosa di troppo o in meno potrebbe darci qualche grattacapo durante una o più tappe; quindi, vediamo insieme di cosa stiamo parlando.

Mettiamo però le cose subito in chiaro: non c’è una regola o una legge, i casi e le personalità sono molteplici e la nostra esperienza può rivelarsi soggettiva, ma vediamo di argomentare e analizzare ogni particolare del nostro equipaggiamento.

Invece che dalla A, partiamo dalla Z di “zaino”!

Lo zaino, dopo le scarpe, è una delle scelte più importanti. Scomodo o poco pratico può darci problemi di contenimento, di postura, di dolore alla schiena o alle spalle e…una brutta esperienza da ricordare! Quello che vi consigliamo per un trekking o un cammino di circa una settimana per esempio a giugno e con pernottamenti in strutture (quindi niente tenda, materassino, sacco a pelo o altro materiale da campeggio), è uno zaino da 36L/40L con tutte quelle cinghie regolabili necessarie che, una volta allacciate, lo facciano aderire alla schiena rendendolo stabile per evitare che possa, alla lunga, darci qualche tipo di dolore.

Uno zaino troppo grande può scatenare la trappola del “più grande è, più cose ci stanno”, che è una pessima idea. Durante un’esperienza di trekking, imparerete anche l’utilità ed il significato di “realmente utile”. Al contrario, uno zaino troppo piccolo potrebbe spingervi ad usare le mani per portare materiale e non c’è niente di più sbagliato del viaggiare con le mani impegnate: solo i bastoncini sono permessi, tutto il resto è un ostacolo alla postura e al corretto bilanciamento del peso. Inoltre, in caso di caduta, le mani devono essere pronte a reagire.

E lo schienale? Come dicevamo prima e così come riferisce anche una delle migliori marche di zaini da trekking “per una calzata ottimale, lo zaino deve essere il più possibile aderente alla schiena. In questo modo, il peso del carico sarà ben distribuito su di essa.Aderenza, quindi, e una struttura stabile e imbottita, favoriranno la comodità di trasporto. Imbottitura, tra l’altro, che ha il compito di evitare di sentire qualche oggetto nello zaino puntare sulle spalle o sulla schiena.

Spazio ad asole e cinghie! Più ce ne sono, meglio è. Hanno utilizzi infiniti con fettucce e ganci: bastoncini, sacco a pelo, sacco lenzuolo, materassino, mantella.
Meglio scegliere uno zaino con una tasca per l’estrazione rapida della borraccia. Vi capiterà di bere spesso, e dover scavare dentro lo zaino alla ricerca di acqua, alla lunga rischia di diventare una spiacevole noia.

Assolutamente consigliata la rain cover per mantenere asciutto lo zaino e il suo contenuto in caso di pioggia. Ormai molti modelli prevedono una tasca con la “cerata” integrata, date un occhio o piuttosto compratene una adeguata al vostro e ricordate: uno zaino bagnato pesa di più.

Fondamentale, tanto quanto lo zaino, è il modo di indossarlo e regolarlo prima della partenza. Per questo ti consigliamo la visione di questo tutorial.

Come mettere, regolare e indossare correttamente lo zaino da trekking 

Ah, se stai cercando uno “zaino che non faccia sudare la schiena”, ci dispiace deluderti ma non lo hanno ancora inventato.

Cosa mettere nello zaino: quante maglie mi porto? E pantaloni?

Niente paura: conosciamo bene la paura o il tarlo del “starò portando poca roba?”. Quante maglie, pantaloni e intimo conviene portare? La nostra esperienza ci dice che il numero perfetto di cambi è tre. Non di più, non di meno. Perché tre? Per avere sempre la garanzia di un cambio pulito ed asciutto ad ogni fine tappa. Le giornate di un pellegrino sono lunghe e impegnative e, arrivati a fine giornata, il tuo compito sarà quello di lavare gli indumenti affinché siano pronti per il giorno dopo.

Ma in caso di acquazzone improvviso o di qualsiasi altro imprevisto? E se il tuo bucato non asciugasse in tempo (come succede in certi cammini particolarmente sfortunati dal punto di vista del meteo)? Ecco che il terzo cambio sarà quindi l’assicurazione per il giorno dopo.

Spesso, anche lungo i cammini o i trekking organizzati, ci saranno spazi adibiti a poter lavare e stendere ad asciugare i nostri vestiti. Dovrà essere uno dei nostri primi pensieri arrivati in struttura, ma solo dopo la birra di fine tappa eh! Va altresì detto a questo punto che i vestiti dovranno essere in materiali facilmente lavabili e soprattutto velocemente asciugabili! Quindi lasciatevi consigliare dall’esperto in negozio, prediligendo tessuti tecnici o fatti per questo genere di avventure.


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    Trekking e cammini: meglio pantalone lungo o corto?

    Per la nostra esperienza personale, quello lungo aiuta e protegge in caso di rovi ed erba alta (e relativi abitanti) ma anche da eventuali scottature del sole. Certo, se fa molto caldo e non sopportiamo il pantalone lungo, anche quello corto andrà bene.

    E le calze? Alcuni consigli per prevenire le vesciche ai piedi.

    Come detto sopra, tre paia saranno sufficienti. Corte? Lunghe? Vale lo stesso discorso dei pantaloni ma per quanto riguarda il loro spessore vi suggeriamo una via di mezzo tra quelle molto sottili e quelle molto spesse. Quelle sottili fanno percepire troppo lo sfregamento del piede con la scarpa mentre quelle spesse tengono il piede troppo caldo (in fondo non siamo a giugno?).

    Molto comode e particolarmente utili per evitare dolorose vesciche, sono le calze con le cinqua dita. Può essere che ti prendano un po’ in giro e che al mattino dovrai dedicare un po’ più di tempo per indossarle ma vedrai, aiuteranno i tuoi piedi a fare più strada.

    Tenete sempre bene a mente la posizione di uno dei cambi di calze perché, in caso di troppo caldo, vi consigliamo di tenere il vostro piede il più asciutto possibile per evitare le fastidiose vesciche. Nel caso conviene prendersi una pausa, asciugare il piede e ungerlo con una pomata che diminuisca l’attrito della pelle sulla calza e delle dita tra di loro, per poi metterne una asciutta. Inoltre, è importate che la calza sia della misura giusta, quindi, non deve essere troppo grande ma nemmeno piccola.

    Camminare sotto la pioggia: cosa fare?

    Prima o poi, ogni escursionista o pellegrino si troverà ad imparare la nota arte di “camminare sotto la pioggia“. Abbiamo già parlato della “cerata” copri zaino. Allo stesso modo, anche noi, dovremo trovare il modo per isolarci dalla pioggia. Meglio un guscio e dei copri pantaloni in Gore-Tex, antivento e antipioggia, rispetto ad una mantella perché il Gore-Tex è l’unico materiale in grado di mantenerci asciutti dopo un’intera giornata sotto la pioggia. La mantella, inoltre, ha un grosso problema: non è traspirante e crea uno spiacevole effetto serra che in pochi minuti ci farà ritrovare sudati e accaldati ma allo stesso tempo con la necessità di mantenere la mantella per evitare di bagnarci.

    I vantaggi di un guscio sono molteplici: massima traspirabilità, leggerezza e capacità di asciugarsi rapidamente. Un buon guscio, inoltre, ha cerniere stagne.

    Ascoltate i consigli per l’acquisto da esperti, un buon guscio può costare molto, certo, ma è un investimento sul vostro futuro da escursionisti.

    Trekking della West Highland Way in Scozia
    In Scozia, lungo la West Highland Way, può piovere tutti i giorni per tutto il giorno

    E gli accessori?

    Consigliamo di portare con te un cappello a tesa larga o visiera per proteggerti la testa nelle giornate in cammino: il sole e la pioggia saranno compagni alterni, quindi meglio farsi trovare preparati. Attenzione ai materiali e alla quantità di acqua tollerata! Crema solare, buff, asciugamano in microfibra ed occhiali da sole. Tutto tornerà utile nelle varie situazioni. E non dimentichiamo una borraccia da almeno 1L.

    E se mi faccio male?

    Un kit di automedicazione di ridotte dimensioni, con cerotti, disinfettante e medicine antinfiammatori e antipiretici è sempre da tenere nello zaino, insieme ad un pacco di fazzoletti nella tasca. Potrebbero anche essere utili cerotti per vesciche, un tagliaunghie o banalmente un set da cucito con ago e filo in caso di brutte vesciche.

    Come preparare lo zaino per un cammino.

    Gli indumenti dovranno essere arrotolati per ottimizzare ogni singolo spazio dello zaino: occuperanno meno spazio e tutto sarà più ordinato e facile da trovare. Vi consigliamo, inoltre, di arrotolare insieme un paio di mutande ed un paio di calze in modo da poter estrarre velocemente un cambio pulito senza dover cercare qua e là nella sacca.

    Ogni esperienza “sul campo” accrescerà la vostra bravura nel comporre lo zaino, ma sarà fondamentale imparare a fidarsi e far crescere la voce interna del “non mi serve” piuttosto che del “mi potrebbe servire”. Una buona regola, ma da parametrare a tutto il contenuto dello zaino, a fattori di abitudine e condizione fisica e al tipo di esperienza che ci si appresta a fare, è la regola del 10%: il vostro zaino dovrebbe pesare circa questa percentuale del vostro peso corporeo.

    Da bravi pellegrini, armatevi di pazienza e godete degli insegnamenti di tutto ciò che di buono o meno buono vi capiterà lungo il cammino: capirete da soli cosa e come fare.

    Quali scarpe scegliere per un cammino o un viaggio a piedi?

    Sulle scarpe si apre un capitolo a parte e visto che per noi rappresenta l’elemento più importante e sul quale merita spendere qualche euro in più, approfondiremo l’argomento in un articolo dedicato.

    La cosa più importante da portare in un cammino?

    È qualcosa che non sta nello zaino, ma è fondamentale per il successo della vostra spedizione: una condizione mentale elastica e aperta, pronta agli sforzi e alle fatiche, ma lieta di accogliere buone sensazioni, pronta a dare la spinta ai muscoli quando questi saranno tesi e ci sarà la tentazione di fermarsi.

    Non ci resta che farti il nostro augurio più sincero di Buon Cammino!

    2 Risposte
    1. Piermario Clara

      Gran bella guida, grazie! Anche la lista di cose da mettere nello zaino mi trova al 100% d’accordo.
      In più, per tenere rassicurare la Giovane Marmotta che alberga in me, io porto un coltello, un rotolo di cerotto telato, guanti in lattice, spille da balia, accendino e metallina termica.
      Spero presto di venire a fare qualche giro con voi!

    2. Ciao Piermario, grazie per il commento! 🙂
      In effetti coltello, cerotto telato, quanti in lattice, spille da balia, accendino e mettallina termica sarebbe proprio utile averli nello zaino.

      Lo aggiungiamo alla scheda che abbiamo preparato.

      A presto,
      Gabriele

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