Il cammino in sé non è un fine ma un mezzo: il migliore senza dubbio e il più anticamente conosciuto per liberarsi da tutti i legami che c’incatenano ai nostri comodi, alle nostre pigrizie, alle nostre abitudini, ossia in definitiva a noi stessi. Camminare è bene perché stanca, perché ci purifica: il sacco pesa, le scarpe o i ciottoli della strada vi ammaccano i piedi, il sole picchia con forza, la sete o la fame vi attanagliano, l’anima tenuta prigioniera del corpo troppo ben curato, a poco a poco spicca il volo.
Henri Engelmann
Chi cammina, conosce la vita.
Nel quotidiano, evitiamo la fatica e la sofferenza. Ma da viandante, se voglio andare avanti, non posso fare altro che camminarci insieme.
Buon Cammino è l’augurio di chi accetta la strada.
Buon Cammino è l’augurio di chi spera che vada tutto bene.
Buon Cammino è l’augurio di chi spera che vada tutto bene ma sa che le cose potrebbero complicarsi e la strada potrebbe diventare più lunga.
Buon Cammino è l’augurio di chi spera che nonostante la fatica e la sofferenza, tu possa trovare la forza di andare avanti. Perché è questa la cosa di gran lunga più importante del cammino, della vita. Perché è lì, che si cela il mistero. Nel corpo affaticato, nelle membra che ti dicono di fermarti, nella sete, nella fame, nella pioggia. E’ lì che l’anima si purifica.
Per questo, Buon Cammino è l’augurio sincero.
Non voglio sapere le vittorie e le sconfitte, dimmi se hai la leggerezza di accettarti come sei, non voglio sapere quante volte hai chiesto aiuto, dimmi cosa hai fatto fino a qui per meritarti il mondo, non voglio sapere il tuo nome o il tuo indirizzo, dimmi invece se hai viaggiato fino a spingerti oltre i limiti.
Sulutumana – Dimmi