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Autunno, la strada non presa!

Delicato, con gli 11° gradi del mattino ed il tiepido sole che filtrava tra le prime foglie ingiallite dei faggi, è iniziato questo mio primo autunno in montagna. Lento, invece, è il passo del camminatore in questa stagione.
Stagione dei malinconici, si dice! Stagione che bisogna imparare ad amare, respirando l’aria a pieni polmoni e guardando con gli occhi spalancati di un bambino meravigliato.

E’ natura che rallenta, l’autunno, e riposa per ridestarsi con l’esplosione dei colori primaverili. Così, se percepito in questo modo, l’autunno è piuttosto stagione per creativi malinconici, che scelgono questo periodo come opportunità di chiudere un ciclo della propria vita e, guardandosi dentro, per chiedersi non tanto che cosa hanno fatto, quanto invece cosa avrebbero potuto fare!?

Questo è il momento adatto per manifestarsi con le proprie bellissime fragilità, così come la natura non ha mai paura di manifestare le proprie.

Pronti a smarrirsi, pronti a rinascere!?

Due strade divergevano in un bosco d’autunno e spiacente di non poterle percorrere entrambe, essendo uno solo, mi fermai a lungo e guardai, per quanto possibile, in fondo alla prima, verso dove svoltava, in mezzo agli arbusti.
Poi presi l’altra, anch’essa discreta, forse con pretese migliori, perché era erbosa e meno segnata sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.
Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie che nessun passo aveva annerito.
Tenni la prima per un altro giorno, anche se, sapendo che una strada porta verso un’altra strada,
dubitai di poter mai tornare indietro.
Racconterò questo con un sospiro
Tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco e io, io presi la meno battuta.
Questo ha fatto la differenza.

Robert Frost – La strada non presa

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