L’Alpe Devero è una conca alpina a 1.635 metri di altitudine, frazione del comune di Baceno in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, nel cuore delle Alpi Lepontine Occidentali. Quando dopo l’ultimo tornante la strada smette di salire e davanti agli occhi si apre il pianoro verdissimo, qualcosa nella testa rallenta. È il momento in cui ti accorgi che sei arrivato in uno dei luoghi più belli del Piemonte settentrionale, lì dove l’Alta Val d’Ossola sembra volersi incuneare nel territorio svizzero del Vallese.
In questa guida completa all’Alpe Devero trovi quello che ti serve: dove si trova esattamente, come arrivare in auto o con i mezzi pubblici, i trekking più belli (dai facilissimi anelli di piana alle salite per camminatori allenati), come visitare il famoso Lago delle Streghe e qual è il meteo migliore per pianificare la tua escursione. Noi di Duma c’anduma camminiamo da queste parti da anni e abbiamo imparato che il Devero ti racconta cose diverse a seconda del passo con cui lo attraversi. Quindi, prima di tutto, fai un respiro lungo. Poi continua a leggere.

Alpe Devero: dove si trova e perché è speciale
La posizione geografica esatta
L’Alpe Devero si trova in Piemonte, nel settore più settentrionale della regione, e precisamente nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola (VCO). Amministrativamente è una frazione di Baceno, piccolo comune dell’Alta Valle d’Ossola che custodisce la chiesa romanica di San Gaudenzio (uno dei monumenti più importanti del territorio).
La posizione è strategica: ti trovi al centro della Valle Devero, ramo laterale della Valle Antigorio, in quella porzione di Alpi Lepontine che fa da confine naturale con la Svizzera. Le distanze rispetto alle grandi città del nord-ovest? Domodossola dista circa 30 chilometri, Torino circa 200 chilometri (poco più di due ore e mezza di auto), Milano circa 150 chilometri (poco meno di due ore). È quello che si dice un posto lontano ma raggiungibile, una formula che si addice perfettamente alla sua identità.
L’altitudine dell’Alpe Devero
L’altitudine dell’Alpe Devero è di 1.635 metri sul livello del mare, anche se alcune fonti riportano valori leggermente diversi (1.638 o 1.640 metri) a seconda del punto preciso della piana che si prende come riferimento. Questa quota è uno degli elementi che ne determina il fascino: siamo abbastanza in alto da respirare aria di montagna vera, ma abbastanza in basso da poterla raggiungere senza sforzi titanici e da poterla vivere praticamente in tutte le stagioni.
Dalla piana lo sguardo si alza verso una corona di vette imponenti. Spiccano il Monte Cervandone (3.211 m), la Punta della Rossa (2.888 m), il Pizzo Crampiolo (2.776 m), il Pizzo Cornera e il Pizzo Fizzi. A sud-est si staglia il Monte Cazzola (2.330 m), quello sul cui versante si snodano le piste del piccolo comprensorio sciistico. A nord, oltre la Bocchetta d’Arbola (2.510 m s.l.m.), inizia un altro mondo: il Vallese svizzero e la Valle di Binn.
Un territorio protetto da quasi trent’anni
Una delle cose che ti colpisce di più, quando arrivi al Devero, è quello che non vedi: niente palazzine, niente file di parcheggi davanti agli alberghi, niente cartelloni pubblicitari giganti. Questo è il risultato di una tutela ambientale stratificata che ha protetto la zona dall’edilizia selvaggia.
Il Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero è stato istituito con la legge regionale del 14 marzo 1995, n. 32, accorpando i preesistenti parchi del Veglia (L.R. 14/78) e del Devero (L.R. 49/90). Si estende fra i comuni di Varzo, Trasquera, Crodo e Baceno, fra i 1.600 e i 3.553 metri di quota. Attorno al Parco si snoda l’Area Contigua dell’Alpe Devero (ex “Zona di Salvaguardia”, istituita con L.R. 50/1990 e ridenominata con L.R. 19/2009), che comprende la Piana di Devero, la Piana di Crampiolo e la Valle di Bondolero.
Tutta l’area è inserita anche nella Rete Natura 2000 dell’Unione Europea, attraverso la ZSC/ZPS IT1140016 “Alpi Veglia e Devero – Monte Giove”, una zona di 15.119 ettari gestita dall’Ente di gestione delle aree protette dell’Ossola (con sede a Varzo). Aggiungi a tutto questo il Piano Paesaggistico Regionale del Piemonte (approvato con DCR 233-35836 del 2017) e capisci perché il Devero è arrivato fino a noi così com’è.
Come arrivare all’Alpe Devero
In auto da Torino, Milano e Genova
Come arrivare all’Alpe Devero in auto è abbastanza intuitivo, ma serve una certa attenzione negli ultimi chilometri. Da Torino, Milano o Genova si prende l’autostrada A26 Voltri-Sempione in direzione nord, fino all’uscita di Gravellona Toce. Da qui l’autostrada si trasforma nella superstrada SS33 del Sempione (occhio ai limiti di velocità, sono diversi rispetto all’autostrada), che raggiunge e aggira Domodossola.
A Crevoladossola si abbandona la SS33 per imboccare la SS659 verso le Valli Antigorio-Formazza, seguendo il corso della Toce. Una volta arrivati a Baceno (storico paese ossolano con la chiesa romanica di San Gaudenzio), si svolta a sinistra per risalire la Valle Devero verso Goglio (frazione di Baceno). Da Goglio inizia il tratto più suggestivo: la strada si stringe, fa una serie di tornanti decisi, attraversa un tunnel in curva, e in circa 7 chilometri ti porta ai parcheggi di accesso alla piana.
L’accesso alla piana è vietato ai mezzi privati: l’auto va lasciata nei parcheggi predisposti lungo la strada, prima dell’ingresso alla zona pedonale. Sappilo prima di partire, così non resti spiazzato.
I parcheggi (a pagamento) e il divieto auto in piana
Lungo la strada di accesso trovi diversi parcheggi, con regole e tariffe leggermente diverse. Il primo, andando in salita, è il parcheggio gratuito di Balmavalle: utile soprattutto se hai in programma una sosta di più giorni e non ti dispiace fare mezz’oretta di antica mulattiera a piedi per arrivare all’Alpe (sentiero stupendo, peraltro). Si attraversa il torrente, si tiene la sinistra in mezza costa e si sale tranquilli.
Salendo ancora si incontra la sbarra con il parchimetro che dà accesso ai parcheggi a pagamento: prima quello di Cologno, poi alcuni slarghi lungo la strada, infine un ampio parcheggio con settore coperto (gestito da Alica Service) subito prima dell’ingresso alla piana. Le tariffe sono indicative e cambiano di anno in anno, ma per orientarti: nei giorni festivi, prefestivi, nel mese di agosto e nel periodo natalizio (dal 25/12 al 6/01) la tariffa giornaliera è più alta rispetto agli altri giorni dell’anno. Per il parcheggio coperto è previsto un supplemento ed è possibile la prenotazione online.
Il divieto di circolazione in piana non è una scocciatura: è una scelta culturale che fa la differenza. Senza auto, il Devero suona diverso. Senti gli uccelli, senti il torrente, senti i campanacci delle mucche. Probabilmente è anche per questo che gli escursionisti milanesi e novaresi, costretti in città a sopportare traffico e clacson, lo amano tanto.
Con i mezzi pubblici: il Prontobus
Se vuoi raggiungere l’Alpe Devero senza auto (scelta che noi sosteniamo con entusiasmo), il percorso è quasi un piccolo viaggio nel viaggio:
- Treno fino a Domodossola (le tratte da Torino e Milano sono ben servite)
- Corriera Autoservizi Comazzi da Domodossola fino a Baceno
- Prontobus da Baceno all’Alpe Devero
Il Prontobus è un bus a chiamata che va prenotato il giorno prima, tra le 8 e le 18, al numero +39 348 0420017. È attivo nei mesi di alta stagione (verifica gli orari aggiornati sul sito del Comune di Baceno prima di partire). La tariffa è popolare, intorno ai 2 euro a corsa. Tradotto: con poco più di 2 euro ti risparmi parcheggio, fatica e impatto ambientale.
A piedi sull’antica mulattiera
C’è poi un’ultima opzione, che è la nostra preferita: lasciare l’auto a Balmavalle e salire all’Alpe Devero a piedi lungo l’antica mulattiera selciata. Si tratta di un tracciato di origine medievale, in alcuni tratti ancora lastricato, che con circa mezz’ora di cammino in lieve salita ti porta direttamente nella piana, passando attraverso il bosco di larici e abeti.
Fino agli anni ’70 questa era una delle vie principali per salire al Devero (insieme alla funivia di cui restano alcuni resti). Oggi è un’esperienza che ti fa entrare in quota gradualmente, senza brusche interruzioni. Una specie di cammino preparatorio che ti mette nella disposizione giusta per quello che ti aspetta sopra.

Cosa vedere all’Alpe Devero: i luoghi imperdibili
L’Alpe Devero non è una destinazione “mordi e fuggi”: ti chiede tempo, e ricambia con generosità. Ecco i luoghi che, secondo noi, non puoi perdere quando arrivi quassù.
Se hai in programma una visita di più giorni, l’Alta Val d’Ossola offre escursioni che si abbinano benissimo alla giornata al Devero: a meno di un’ora di auto trovi infatti la Cascata del Toce, uno degli spettacoli naturali più imponenti dell’arco alpino italiano. Ma torniamo all’Alpe.
Il Lago delle Streghe: lo specchio più fotografato delle Alpi
Il Lago delle Streghe dell’Alpe Devero è probabilmente il soggetto più fotografato di tutta la zona, e basta un’occhiata per capire perché. Si trova a brevissima distanza dal borgo di Crampiolo, in un piccolo conca incastonata fra i larici, e raggiungerlo è alla portata davvero di tutti.
Il nome racconta una leggenda popolare locale che parla di streghe che si riunivano sulle sue sponde nelle notti di luna piena (a guardarlo in autunno, quando i larici dorati si riflettono nell’acqua immobile, qualcosa di magico effettivamente c’è). In primavera ed estate è circondato da prati fioriti, in autunno diventa un quadro di ocra, rossi e arancioni, in inverno si copre di una coltre bianca silenziosa.
Per raggiungerlo dalla piana dell’Alpe Devero servono circa 45 minuti di cammino facile: si segue lo stradello che sale verso Crampiolo (lo trovi ben indicato) e poco prima del borgo si svolta sul sentiero che si infila nel bosco. Dislivello minimo, niente passaggi tecnici, percorso adatto a famiglie con bambini, anziani, persone al primo trekking. Una di quelle escursioni che valgono dieci volte la fatica che chiedono.
Il borgo di Crampiolo
Crampiolo (1.767 m s.l.m.) è una piccola frazione di baite tradizionali che si trova a circa 45 minuti di cammino dalla piana dell’Alpe Devero. Architettura tipica ossolana: muri in pietra, tetti in piode (le lastre di gneiss locale), legno lavorato a mano, fontane con acqua sorgiva. Ti sembra di essere entrato in una cartolina di centocinquant’anni fa.
Nel borgo trovi una chiesetta, un caseificio con vendita diretta dei prodotti d’alpeggio (tra cui il pregiato Bettelmatt), un agriturismo, un ristorante con camere. Crampiolo è anche crocevia escursionistico fondamentale: da qui partono i sentieri verso la Val Formazza, la Valle Antigorio e gli alpeggi del Grande Est (Sangiatto, Forno). È inoltre il punto da cui in pochi minuti si raggiungono sia il Lago delle Streghe sia la diga del Lago Codelago.

Il Lago Codelago (Lago Devero)
Il Lago Codelago, conosciuto anche come Lago Devero o Lago di Dèvero, è un bacino artificiale che occupa gran parte del fondovalle della Valle Devero, poco oltre Crampiolo. Le sue acque sono trattenute da una diga e l’aspetto può sembrarti meno “selvaggio” rispetto al Lago delle Streghe, ma il colpo d’occhio resta notevole: pareti rocciose, larici sulle sponde, riflessi cangianti a seconda della luce.
Da Crampiolo lo raggiungi in pochi minuti seguendo il tracciato della GTA (Grande Traversata delle Alpi) e del Sentiero Italia. Un’opzione interessante è l’anello completo del lago, con la sponda orientale (più facile) e quella occidentale (più tecnica, con tratti esposti): un percorso di circa 4-5 ore con dislivelli moderati.
Gli alpeggi del Grande Est e il Bettelmatt
A oriente del Lago Codelago si apre un mondo a sé: l’altopiano del Grande Est, una successione di ampi terrazzi pascolivi tra i 2.000 e i 2.300 metri di quota. Qui pascolano le mandrie di razza Bruna alpina, da cui si produce il Bettelmatt: un formaggio raro, fabbricato esclusivamente in 9 alpeggi della Val d’Ossola situati sopra i 2.000 metri.
Tre di questi alpeggi sono nel territorio del Devero: Alpe Forno, Alpe Sangiatto e Alpe Poiala. Salire a piedi fino all’Alpe Forno inferiore (2.222 m) è un’escursione di mezza giornata che ti porta in un paesaggio di laghetti, ruscelli, pozze d’acqua, dossi erbosi, con lo sfondo imponente della Punta d’Arbola.
La Val Buscagna e il Lago Nero
Sul versante occidentale della piana si apre invece la Val Buscagna, un vallone meno frequentato che sale dolcemente verso le pareti severe del Cervandone e dell’Helsenhorn. La salita parte dal villaggio di Piedimonte, è impegnativa nel tratto iniziale tra i larici, poi le pendenze si addolciscono passando per le case d’alpeggio fino al Lago Nero.
Per chi cerca l’alpinismo c’è anche il Bivacco Combi e Lanza (2.429 m), costruito dal CAI di Omegna in memoria dei giovani soci Luigi Combi e Piero Lanza, morti il 19 luglio 1970 sul Canalone Marinelli (parete est del Monte Rosa). È punto d’appoggio per chi vuole affrontare le pareti del Pizzo Cornera: terreno per escursionisti esperti e alpinisti, niente per principianti.
Alpe Devero trekking: i sentieri per ogni passo
Quando si parla di Alpe Devero trekking, l’imbarazzo è quello della scelta. Dalla piana partono decine di sentieri di tutte le difficoltà, e l’area è un piccolo paradiso per chi ama camminare in montagna. Te li raccontiamo divisi per impegno richiesto, così puoi scegliere quello giusto per te.
Trekking facili: per il primo cammino
Sono i percorsi perfetti se è la tua prima volta in quota, se cammini con bambini, se preferisci un ritmo lento che lascia spazio agli sguardi.
- Anello dei borghi della piana: collega le tre frazioncine di Ai Ponti, Cantone e Piedimonte, con dislivello quasi nullo e tempo di percorrenza di circa 1 ora. Una specie di “introduzione” al Devero, perfetta appena arrivati.
- Dalla piana al Lago delle Streghe: come ti dicevamo poco fa, circa 45 minuti di cammino in andata, dislivello minimo. Magia garantita.
- Da Crampiolo al Codelago: stradello in lieve salita, andata e ritorno in circa 2 ore, paesaggio aperto sul lago e sulla cornice di vette.
Trekking di mezza giornata: per chi cammina con regolarità
Qui si entra in un livello di impegno medio. Servono scarponi seri, un minimo di allenamento, qualche litro d’acqua in zaino.
- Anello Crampiolo – Lago Pianboglio – Lago Codelago: circa 4-5 ore di cammino complessive, con dislivelli moderati e paesaggi che cambiano continuamente. Tra i preferiti di chi torna al Devero più volte.
- Dall’Alpe Devero all’Alpe Sangiatto e ai suoi laghetti: circa 3 ore e 30 minuti con 450 metri di dislivello in salita. L’Alpe Sangiatto è uno dei luoghi più fotografici della zona, e in autunno raggiunge livelli di bellezza fuori scala.
- Val Buscagna fino all’alpeggio: salita progressiva tra larici e rododendri, con vista sul Cervandone. Tempo: circa 3-4 ore complessive, dislivello attorno ai 350-400 metri.
Trekking impegnativi: per camminatori esperti
Qui si sale di livello, e si entra in territorio per escursionisti allenati. Servono esperienza in montagna, attrezzatura adeguata, occhio al meteo.
- Anello della Bocchetta d’Arbola: forse l’itinerario più completo e affascinante della zona. 6 ore e 40 minuti di cammino effettivo, circa 900 metri di dislivello, difficoltà E secondo la classificazione CAI. Si toccano gli alpeggi del Grande Est (La Satta, Forno), si sale alla Bocchetta d’Arbola (2.408 m) sul confine con la Svizzera, e si rientra lungo l’antica via di transito verso il Lago Pianboglio. Volendo, dalla Bocchetta si può scendere fino al rifugio svizzero Binntalhütte (2.267 m) con altri 40 minuti andata e ritorno.
- Salita al Monte Cazzola via Alpe Misanco: circa 5 ore di cammino, 700 metri di dislivello, vista a 360 gradi dalla cima.
- Bivacco Combi e Lanza: itinerario per alpinisti, terreno tecnico.
Se i trekking d’alta quota sono il tuo terreno preferito, dai un’occhiata anche alle altre destinazioni di trekking in montagna che proponiamo, dalle Dolomiti ai Pirenei alla Slovenia.
Classificazione della difficoltà secondo il CAI
In Italia i sentieri vengono classificati secondo la scala di difficoltà del Club Alpino Italiano, che distingue quattro livelli principali: T (turistico), E (escursionistico), EE (escursionisti esperti) ed EEA (escursionisti esperti con attrezzatura). La maggior parte dei sentieri dell’Alpe Devero rientra nelle categorie T ed E, ma alcuni passaggi (Bocchetta d’Arbola dopo forti piogge, sponda occidentale del Codelago, vie verso il Bivacco Combi-Lanza) richiedono il livello EE.
Se vuoi capire meglio come funziona la scala e come scegliere il sentiero giusto per la tua preparazione, puoi approfondire nella nostra guida alla classificazione CAI dei sentieri.
Cammina con noi all’Alpe Devero
Magari preferisci non organizzarti da solo, e vivere il Devero con una guida ambientale escursionistica che conosce ogni piega della valle e con un piccolo gruppo di compagni di cammino. Noi di Duma c’anduma proponiamo da anni un weekend all’Alpe Devero: due giorni a base fissa in piana, con escursioni ogni giorno verso luoghi diversi, ritmo lento, gruppo piccolo (massimo 8-15 persone), tempo per fermarsi a guardare. La difficoltà di tutti i nostri viaggi è classificata secondo la scala a “piedini”, un sistema pensato per aiutarti a scegliere il tour più adatto al tuo livello di allenamento.
Alpe Devero meteo e periodo migliore per visitarla
Il clima alpino in sintesi
Il meteo dell’Alpe Devero è quello tipico di una conca alpina a 1.635 metri di quota: estati relativamente miti ma mai afose, inverni rigidi con abbondanti nevicate, escursione termica giornaliera molto marcata anche nella stagione calda. Tradotto: anche se a metà luglio in pianura segna 35 gradi, all’Alpe Devero potresti aver bisogno di una felpa la sera.
Una cosa da tenere d’occhio sono i temporali pomeridiani, frequenti in luglio e agosto: tendono a svilupparsi nel primo pomeriggio sulle vette circostanti, quindi se hai in programma escursioni lunghe è meglio partire presto al mattino. Per le previsioni meteo affidabili sul Piemonte e sulla Valle d’Aosta, il riferimento è Nimbus (nimbus.it), gestito dalla Società Meteorologica Italiana.
Quando andare all’Alpe Devero, mese per mese
Ogni stagione racconta un Devero diverso. Sceglilo in base a quello che cerchi:
- Primavera (maggio-giugno): il disgelo riempie i torrenti, i prati si coprono di fioriture, ma in alta quota può esserci ancora neve sui sentieri sopra i 2.200 metri. Periodo perfetto per le escursioni nella piana e attorno a Crampiolo.
- Estate (luglio-agosto): piena stagione, tutti i sentieri sono praticabili, il comprensorio escursionistico è al massimo. Nei weekend di agosto, però, la piana può affollarsi (basta salire di un centinaio di metri per ritrovare la quiete).
- Autunno (settembre-ottobre): per molti, la stagione più bella in assoluto. I larici si infiammano di ocra, arancione e rosso, l’aria è cristallina, le giornate sono ancora tiepide ma le notti già fredde. Meno gente, fotografia naturalistica al suo apice, foliage da sogno.
- Inverno (dicembre-marzo): la piana si copre di neve e diventa un paesaggio incantato. Il piccolo comprensorio sciistico del Monte Cazzola è in funzione, e per chi non scia ci sono ciaspolate, sci di fondo e sci alpinismo.
Cosa controllare prima di partire
Prima di mettere lo zaino in macchina, qualche controllo è d’obbligo (e se è una delle tue prime escursioni in quota, ti consigliamo di leggere prima le regole di sicurezza in montagna):
- Bollettino meteo aggiornato nelle 24-48 ore precedenti
- Apertura dei rifugi (la stagione del Rifugio Castiglioni e degli altri punti d’appoggio varia di anno in anno)
- Condizioni dei sentieri dopo forti piogge (alcuni guadi possono diventare difficili o pericolosi)
- Apertura della strada di accesso nei mesi invernali (in caso di nevicate intense può essere temporaneamente chiusa)
- Servizio Prontobus (è stagionale)
Cosa fare all’Alpe Devero in inverno
Il piccolo comprensorio sciistico del Monte Cazzola
All’Alpe Devero in inverno trovi un piccolo comprensorio sciistico che non ha pretese da grande stazione, ma offre quello che serve: una seggiovia e due skilift che portano dai 1.640 metri della piana fino ai 2.240 metri, in prossimità della vetta del Monte Cazzola (2.330 m). Si sviluppano circa 9 chilometri di piste: 4 rosse, 2 nere, 1 azzurra, più un campo scuola con marciapiede mobile per i principianti.
Non è il posto giusto se cerchi piste chilometriche e impianti supermoderni. È invece il posto giusto se cerchi una stagione invernale a misura d’uomo, senza file infinite agli impianti, con un’atmosfera di paese che a fine giornata ti fa tornare nella baita per la cena con l’idea di esserci stato davvero.
Sci di fondo, ciaspole e sci alpinismo
L’offerta invernale del Devero, comunque, non si esaurisce con lo sci alpino:
- Anello da fondo nella piana, attrezzato durante la stagione invernale
- Ciaspolate facili verso Crampiolo, accessibili anche ai principianti
- Ciaspolata classica al Monte Cazzola per chi ha già un po’ di gambe
- Sci alpinismo verso la Bocchetta d’Arbola, l’Alpe Misanco e altre mete d’alta quota
- Percorsi freeride per sci fuoripista (sempre con valutazione del rischio valanghe)
Lo snowpark di Devero
Per snowboarder e freestyler, nella piana viene allestito stagionalmente uno snowpark dedicato. Niente di paragonabile a quelli delle grandi stazioni, ma sufficiente per chi vuole divertirsi senza rinunciare al contesto.

Storia dell’Alpe Devero: una via tra Ossola e Vallese
Dal Mesolitico all’Età del Bronzo
L’Alpe Devero non è solo natura: è anche un luogo di storia antichissima. Le prime tracce di frequentazione umana risalgono al Mesolitico (8.000-5.000 a.C.), quando queste alte terre erano percorse da cacciatori e raccoglitori. Una scoperta straordinaria ha confermato la frequentazione del valico in epoche remote: nel 1966, in una fessura con cristalli di quarzo nei pressi della Bocchetta d’Arbola, fu rinvenuto un pugnale di bronzo del tipo detto “Veruno”, datato alla transizione tra antica e media età del bronzo (1.600-1.300 a.C.).
Il Passo dell’Arbola (Albrunpass): la via dei mercanti
Per secoli, il collegamento tra Baceno, l’Alpe Devero e il Passo dell’Arbola (2.409 m), in tedesco Albrunpass, è stato una delle principali vie di comunicazione tra la Valle Antigorio e la Valle di Binn, nel Vallese svizzero. Le merci che attraversavano il passo raccontano l’economia dell’epoca: dall’Ossola partivano granaglie e vino, dal Vallese arrivavano burro, formaggi, lana, pelli e bestiame.
Il valico, però, non fu solo una via commerciale. Fu anche un passaggio strategico e militare, soprattutto nei secoli XV e XVI, quando ripetute incursioni di milizie svizzere miravano alla conquista dell’Ossola. Le scorrerie comportavano saccheggi e devastazioni, e indussero le popolazioni locali a organizzare sistemi di difesa: torri, posti di guardia, segnalazioni luminose che collegavano la Valle Antigorio a Domodossola e al castello di Mattarella.
Le tensioni si alternarono a momenti di accordo: i trattati di pace del 1331, del 1340 e altri stipulati nel corso del Quattrocento testimoniano la volontà di regolamentare i traffici. Le campagne militari tra il 1410 e il 1487 videro l’Ossola contesa tra Svizzeri, Ducato di Milano e Casa Savoia. A difesa della valle, Galeazzo Maria Sforza nel XV secolo fece erigere lo sbarramento del Passo di Croveo, di cui restano ancora visibili i resti tra Croveo e Goglio.
L’Alpe Devero sulle mappe antiche
Uno dei primi riferimenti scritti alla Punta d’Arbola (in tedesco Albrun) compare in una mappa del 1546 accompagnata dalla Cosmographia di Sebastian Münster, che descrive i passi dal Vallese alla Val d’Ossola. Nelle parole originali in tedesco antico: “Die berg so gegen mit tagligen haben vil paß in die Zōbardy” ovvero “I monti rivolti verso mezzogiorno hanno molti passi verso la Lombardia”.
In una carta del 1620 compaiono già i toponimi di Capriole (Crampiolo), Cologna (Cologno), Esighe (Esigo), Groppo, Oriezzo (Uriezzo) e Baceno, in quella che è chiamata Val Premia (l’attuale Valle Devero). Più tardi, una mappa del 1798 riporta moltissime località della valle: Villa de Ponto (Devero Ai Ponti), Bondoler (Bondolero), Buscagna, Forifart (Forcoletta?), Agaro, Ca del Gat (Goglio?), Osso, Beola, Croveo e Baceno.
Dove dormire all’Alpe Devero
Rifugi e bivacchi
Per chi cerca l’esperienza più autentica e si accontenta dell’essenziale, i rifugi e bivacchi sono la scelta giusta (se non ne hai mai provato uno, vale la pena leggere prima come funzionano i rifugi di montagna, per sapere cosa aspettarti):
- Rifugio Castiglioni (loc. Cantone): rifugio del Club Alpino Italiano, struttura storica del Devero, con sconti per i soci CAI.
- Bivacco Combi e Lanza (2.429 m, Val Buscagna): solo per escursionisti esperti e alpinisti.
- Binntalhütte (2.267 m, lato svizzero): rifugio del SAC (Club Alpino Svizzero) oltre la Bocchetta d’Arbola, aperto da fine giugno a inizio ottobre.
B&B, pensioni e agriturismi
In piana e a Crampiolo trovi diverse strutture a conduzione familiare, con stili e prezzi differenti. Tra le opzioni storiche citiamo la Pensione Fattorini (caratteristico edificio di inizio Novecento all’ingresso della piana), La Lanca (albergo ristorante con vista sugli impianti del Monte Cazzola), la Pensione Funivia, gli agriturismi La Baita e Alpe Crampiolo, la Casa Vacanze La Beccaccia, l’Albergo Casa Fontana (struttura in legno di inizio ‘900 a metà strada tra la piana e Crampiolo), i B&B Il Pino, Il Basto e Le Marmotte.
Case vacanze e appartamenti
Se vuoi fermarti più giorni e cucinare in autonomia, ci sono diverse soluzioni in affitto settimanale, come la Casa Vacanze La Rossa (un’antica casa di pastori con stalla annessa, ristrutturata in 5 appartamenti) o La Piana, Mille Paesaggi, Cantone Devero. Per noi questa è anche la modalità del trekking residenziale, ovvero un cammino a base fissa: ti stabilisci in una struttura e ogni giorno esplori sentieri diversi senza dover spostare il bagaglio. È esattamente la formula del nostro weekend al Devero.
Il campeggio Rio Buscagna
Per gli amanti dell’esperienza più wild, c’è il Campeggio Rio Buscagna: solo tende, immerso nel lariceto, gestito dalla cooperativa Devero 2.0. Sicuramente l’opzione più a contatto con la natura.
Cosa portare in zaino per l’Alpe Devero
Una piccola lista delle cose essenziali da mettere in zaino prima di partire per il Devero:
- Scarponi da trekking collaudati e alti alla caviglia (consigliati di pelle, perché il terreno a tratti è umido)
- Abbigliamento a strati, anche in piena estate (la temperatura cambia velocemente)
- Lana merinos per calze e magliette (mantiene il calore anche se bagnata)
- Zaino ergonomico, almeno 25 litri per un’escursione giornaliera
- Borraccia o sistema di idratazione (le fonti ci sono, ma non lungo tutti i sentieri)
- Crema solare ad alto fattore e cappello (il sole alpino brucia più di quanto pensi)
- Antipioggia leggero o mantellina (i temporali pomeridiani estivi sono frequenti)
- Sacco lenzuolo se hai in programma di pernottare in rifugio
- Carta escursionistica (consigliamo la “Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero” in scala 1:30.000, foglio n. 2 Valle Antigorio e Valle Devero)
- Barrette energetiche e qualcosa da mangiare anche per le escursioni brevi
Se vuoi una checklist più completa, ti rimandiamo alla nostra guida su come preparare lo zaino per un trekking.
Bettelmatt, baite e cultura ossolana
Il Bettelmatt: il formaggio principe delle alte quote
Se passi per il Devero senza assaggiare il Bettelmatt, ti perdi un pezzo di territorio. Si tratta di un formaggio raro e pregiato, prodotto esclusivamente in 9 alpeggi della Val d’Ossola situati sopra i 2.000 metri di quota. Tre di questi alpeggi sono nel territorio del Devero: Alpe Forno, Alpe Sangiatto e Alpe Poiala.
Il latte viene da mucche di razza Bruna alpina che pascolano libere durante l’estate sugli alti pascoli, nutrendosi di erbe aromatiche d’alta quota. Il risultato è un formaggio dal sapore intenso e complesso, con note erbacee, leggermente piccanti, che cambiano a seconda dell’alpeggio di produzione. Puoi acquistarlo direttamente al caseificio di Crampiolo e in alcune strutture della piana.
Le baite con i tetti in piode
Camminando per la piana e per il borgo di Crampiolo, l’occhio cade inevitabilmente sulle baite tradizionali con i tetti in piode. Le piode sono lastre di gneiss locale, il materiale che da secoli copre i tetti dell’Ossola superiore: pesanti, durevoli, capaci di reggere il peso della neve e l’usura del tempo. L’architettura rurale del Devero è protetta dal Piano Paesaggistico Regionale: è uno dei motivi per cui qui non vedi villette anonime, ma case che sembrano cresciute dalla pietra della montagna.
Un’Alpe Devero da preservare
Negli ultimi anni, l’Alpe Devero è finita al centro di una battaglia per la sua tutela ambientale. Un progetto di trasformazione in un comprensorio sciistico di dimensioni molto più ampie, con nuovi impianti di risalita e interventi immobiliari, ha mobilitato il Comitato Tutela Devero, il FAI – Fondo Ambiente Italiano e migliaia di firmatari di una petizione “Salviamo l’Alpe Devero”. Il progetto, al momento, è sospeso.
Noi di Duma c’anduma stiamo dalla parte del cammino lento come modello di turismo sostenibile. Crediamo che l’Alpe Devero abbia molto più da dire passo dopo passo che dal sedile di una seggiovia. E crediamo che il modo migliore per amarla sia attraversarla con rispetto, lasciandola come l’abbiamo trovata.
Qualche regola pratica per chi visita la zona:
- Cani al guinzaglio in estate (lunghezza massima 1,5 m, museruola a portata di mano)
- Cani vietati dentro i confini del Parco in inverno
- Vietato l’uso di droni non autorizzati
- Niente raccolta di fiori, funghi (oltre la quantità consentita) o minerali
- Mountain bike consentita solo su strade e sentieri segnalati
- Niente fuochi liberi al di fuori delle aree attrezzate

Cammina con noi all’Alpe Devero
Magari sei arrivato fin qui leggendo e una voce dentro di te sta già dicendo “ci voglio andare”. Bene. Magari preferisci non andarci da solo e cercare la compagnia di un piccolo gruppo e di una guida che conosca ogni piega della valle, che sappia raccontare la storia del Bettelmatt mentre si attraversa l’Alpe Forno, che si fermi a indicarti l’aquila reale che gira sopra il Cervandone. Allora forse Duma c’anduma fa al caso tuo. Da oltre dieci anni organizziamo viaggi a piedi in Italia, in Europa e nel mondo, per gruppi piccoli che hanno voglia di camminare e di stare bene insieme.
Il nostro weekend all’Alpe Devero propone tre giorni a base fissa nella piana, con escursioni guidate verso luoghi diversi, ritmo lento, gruppi piccoli (8-15 persone massimo), tempo per fermarsi davanti a uno scorcio, per fare quattro chiacchiere, per assaggiare un Bettelmatt direttamente nell’alpeggio dove viene fatto. Niente competizione sui dislivelli, niente fretta di arrivare. Solo il piacere di camminare insieme.
Se invece preferisci esplorare in autonomia altri sentieri del Piemonte, ti consigliamo di leggere la nostra guida ai migliori trekking in Piemonte: troverai itinerari selezionati per ogni stagione e ogni livello di preparazione, dai weekend alle Valli di Lanzo alle giornate in val di Susa.
A questo punto hai a disposizione una guida completa per organizzare il tuo Devero. Non ci resta che metterti lo zaino in spalla e partire. E magari, chissà, ci incrociamo lassù.
Domande frequenti sull’Alpe Devero
Dove si trova esattamente l’Alpe Devero?
L’Alpe Devero si trova in Piemonte, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, ed è una frazione del comune di Baceno. Geograficamente è al centro della Valle Devero, ramo laterale della Valle Antigorio nell’Alta Val d’Ossola, nelle Alpi Lepontine Occidentali, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera (Vallese).
A quale altitudine si trova l’Alpe Devero?
L’altitudine dell’Alpe Devero è di 1.635 metri sul livello del mare. Alcuni punti della piana arrivano a 1.638-1.640 metri, mentre il borgo di Crampiolo si trova a 1.767 metri e il Lago Codelago a 1.856 metri.
Come si arriva all’Alpe Devero senza auto?
Si raggiunge l’Alpe Devero con i mezzi pubblici in tre tappe: treno fino a Domodossola, corriera Autoservizi Comazzi da Domodossola a Baceno, e infine il Prontobus (un bus a chiamata da prenotare il giorno prima) da Baceno all’Alpe Devero. Servizio attivo nei mesi di alta stagione.
Quanto tempo ci vuole per raggiungere il Lago delle Streghe?
Dalla piana dell’Alpe Devero servono circa 45 minuti di cammino facile per raggiungere il Lago delle Streghe. Da Crampiolo bastano pochi minuti. Il percorso è adatto a famiglie con bambini, con dislivelli minimi.
Si può andare all’Alpe Devero con i bambini?
Sì, l’Alpe Devero è una meta adatta alle famiglie con bambini. La piana è pianeggiante e senza traffico (l’accesso alle auto è vietato), ci sono diversi anelli facili tra i borghi, e il Lago delle Streghe è raggiungibile in meno di un’ora di cammino su sentiero pianeggiante.
Si può portare il cane all’Alpe Devero?
Sì, ma con regole precise. In estate il cane è ammesso nel Parco Naturale Veglia-Devero solo al guinzaglio (massimo 1,5 m, con museruola a portata di mano). In inverno, invece, l’accesso dei cani è vietato dentro i confini del Parco.
Qual è il periodo migliore per visitare l’Alpe Devero?
Dipende da cosa cerchi. L’estate (luglio-agosto) è ideale per il trekking in alta quota. L’autunno (settembre-ottobre) è il periodo del foliage dei larici, con colori spettacolari. L’inverno è perfetto per sci, ciaspolate e sci alpinismo. La primavera (maggio-giugno) è ottima per le escursioni nella piana e a media quota.
Quanto costa il parcheggio all’Alpe Devero?
I parcheggi a pagamento dell’Alpe Devero hanno una tariffa giornaliera che varia tra giorni feriali e festivi/prefestivi/agosto/periodo natalizio. Per il parcheggio coperto c’è un supplemento ed è possibile la prenotazione online. Esiste anche il parcheggio gratuito di Balmavalle, da cui si sale all’Alpe Devero in mezz’ora a piedi lungo l’antica mulattiera.

