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ac-cò-glie-re (io ac-còl-go)
Ricevere qualcuno o qualcosa; accettare
Attraverso una presunta forma latina: accolligere, da colligere cogliere, raccogliere; a sua volta questo è composto da co- insieme e lègere raccogliere.

L’accoglienza è un’apertura: ciò che così viene raccolto o ricevuto viene fatto entrare – in una casa, in un gruppo, in sé stessi. Accogliere vuol dire mettersi in gioco, e in questo esprime una sfumatura ulteriore rispetto al supremo buon costume dell’ospitalità – che appunto può essere anche solo un buon costume. Chi accoglie rende partecipe di qualcosa di proprio, si offre, si spalanca verso l’altro diventando un tutt’uno con lui. E anche se l’accoglienza di un vecchio amico siciliano può parere aliena rispetto all’accoglienza del conoscente giapponese, rimangono il medesimo fenomeno, diverso solo perché diverse sono le persone e le culture e il loro modo di aprirsi, il loro modo di fare entrare.

Credo che la capacità di aprirsi e di mettersi in gioco sia una caratteristica di chi accoglie ma, in alcuni casi, soprattutto di chi deve (o dovrebbe) essere accolto. Penso alle storie di ognuno e alle avversità spesso più grandi di noi che la vita ci costringe ad affrontare. Penso alla voglia di uscire da una situazione difficile o a quella di iniziare una nuova vita.

Accoglienza è una parola grande, importante. Accoglienza è una parola pesante e potente. Così potente da poter sembrare fuori luogo se inserita in questo contesto. Ma non è affatto così. 
Camminare è un atto rivoluzionario, sovversivo e anticonformista. Un atto attraverso il quale recuperare valori antichi, profondi, che non fanno più parte di questo mondo. Così camminando impareremo ad accogliere e nell’accogliere impareremo a voltarci. A guardare il nostro compagno in difficoltà, a porgere una mano. Impareremo a rallentare, a fermarci e ad aspettare. Nell’accogliere impareremo a sorridere e a ringraziare di quel sorriso!

Accogliendo prendiamo una posizione contro quanto di sbagliato c’è in questa società.

Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.
Luis Sepúlveda

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